Politica e Sanità
26 Febbraio 2026Il Milleproroghe è legge. Confermate diverse misure in ambito sanitario, dalla formazione continua alla digitalizzazione, oltre a interventi su personale e organizzazione del Servizio sanitario nazionale

Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe vengono confermate diverse misure che riguardano la sanità, rendendo operative le disposizioni già anticipate nelle scorse settimane, tra cui la proroga dei crediti Ecm e la stabilizzazione della ricetta elettronica digitale. Il provvedimento ha ottenuto il via libera definitivo del Parlamento: dopo l’approvazione della Camera, anche l’Aula del Senato ha votato la fiducia al Governo con 98 voti favorevoli e 54 contrari, completando l’iter di conversione in legge.
La norma interviene sull’articolo 16-bis del d.lgs. 502/1992 e proroga al 31 dicembre 2028 il termine per l’assolvimento dell’obbligo formativo relativo al triennio 2023-2025.
In termini operativi, i professionisti sanitari – farmacisti compresi – avranno tre anni in più per acquisire eventuali crediti mancanti, evitando il rischio di inadempienze formali e possibili criticità anche sul piano della responsabilità professionale e della copertura assicurativa.
Resta invariata la decorrenza del nuovo triennio 2026-2028, che parte regolarmente dal 1° gennaio 2026: sarà quindi possibile completare i crediti del triennio precedente parallelamente all’acquisizione di quelli del nuovo ciclo formativo.
Un impatto altrettanto concreto riguarda l’attività quotidiana di farmacisti e farmacie con la stabilizzazione della disciplina della ricetta dematerializzata. La legge elimina il riferimento alla proroga temporanea e stabilisce che le modalità di gestione digitale si applicano in via ordinaria, rendendo permanente quanto introdotto negli anni dell’emergenza. In particolare, viene confermata la possibilità di trasmettere il Numero di ricetta elettronica (Nre) anche tramite posta elettronica, superando definitivamente il carattere transitorio della misura e consolidando l’utilizzo stabile degli strumenti telematici nella prescrizione e nella dispensazione dei farmaci, con effetti organizzativi e operativi lungo tutta la filiera dell’assistenza territoriale.
Il decreto interviene anche su ulteriori profili organizzativi e di sistema. Viene confermata per il 2026 la possibilità per i medici ospedalieri di restare in servizio su base volontaria o di essere richiamati, se già in pensione, fino al compimento dei 72 anni, misura collegata alla carenza di personale sanitario e applicabile con esclusione degli incarichi apicali e dei docenti universitari. Resta inoltre prorogata per due anni l’esclusione dal regime di incompatibilità, al di fuori dell’orario di lavoro, per gli infermieri dipendenti delle aziende sanitarie locali, mentre continua ad applicarsi anche per il 2026 lo scudo penale per gli esercenti le professioni sanitarie nei casi di carenza di organico.
Tra gli interventi confermati figura anche il differimento al 2027 dell’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per chi assume incarichi connessi alla gestione di risorse pubbliche sottoposte alla giurisdizione della Corte dei conti. Sul fronte della sanità pubblica, il provvedimento rifinanzia con 10 milioni di euro il Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e prevede risorse per l’assistenza sanitaria ai profughi provenienti dall’Ucraina, pari a 45 milioni di euro per il 2026 e 9 milioni per l’anno successivo, destinate alle Regioni.
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