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dispositivi medici

24 Aprile 2026

Ausili e protesi, per 8 pazienti su 10 difficile averli tramite il Ssn

I risultati di una doppia survey presentata a Exposanità: il 63% dei pazienti ha sostenuto spese personali per procurarsi ausili e protesi. Tempi di attesa lunghi e procedure complesse tra le criticità

di Redazione Farmacista33


carrozzina

Oltre 8 pazienti su 10 (84,8%) incontrano difficoltà nel percorso per ottenere ausili e protesi attraverso il Servizio sanitario nazionale, mentre il 63% ha sostenuto spese personali per ottenerli o utilizzarli. Al contempo l’84,8% dei pazienti si dichiara soddisfatto dell’ausilio ricevuto, perché risponde ai bisogni quotidiani e migliora la qualità di vita. 

È quanto emerge da due survey presentate a Exposanità a Bologna e condotte dal centro studi di Confindustria dispositivi medici: a promuoverle Aito (Associazione italiana di terapia occupazionale) in collaborazione con altre tredici associazioni di settore su pazienti/caregiver e professionisti sanitari di assistenza protesica. Gli ausili considerati includono principalmente dispositivi per la prevenzione e terapia (come cuscini antidecubito e ventilatori), ortesi e protesi, ausili per la mobilità (carrozzine, deambulatori), per la statica e per la cura e l’igiene personale.

Tra le principali difficoltà segnalate dai pazienti per ottenere un ausilio emergono i tempi di attesa troppo lunghi (56,5%), le procedure burocratiche complesse (51,1%) e il 65,2% dichiara di sentirsi poco informato sulle possibili soluzioni disponibili. Nonostante quasi la metà (47,8%) effettui una valutazione preventiva con professionisti sanitari, nel 54,4% dei casi l’ausilio deve essere modificato una volta ricevuto. Inoltre, al 70,6% dei pazienti è capitato che almeno una volta accessori o adattamenti utili non fossero coperti dal Servizio sanitario nazionale.

Il punto di vista dei professionisti sanitari conferma le difficoltà strutturali del sistema. Il 77,5% ritiene che l’attuale Nomenclatore (Dpcm Lea 2017) consenta solo in parte una reale personalizzazione degli ausili, mentre il 93% segnala incoerenze tra le descrizioni tecniche e i dispositivi effettivamente disponibili. Tra le principali problematiche legate al Nomenclatore: tariffe non adeguate (61,8%), assenza di dispositivi o componenti oggi utilizzati (60,3%), errori o ambiguità tecniche (41,9%) e presenza di ausili obsoleti (31,8%).

Le procedure di gara per gli ausili “quasi su misura” rappresentano un ulteriore nodo critico: il 78,7% dei professionisti segnala problemi operativi o clinici, con effetti sulla riduzione della possibilità di scelta (49,8%) e della qualità dei prodotti disponibili (49,4%), tempi e complessità delle procedure (37,5%). Quasi il 70% ritiene che le gare abbiano avuto un impatto negativo sulla qualità degli ausili forniti.

Per il 70,1% dei professionisti sanitari dell’assistenza protesica il ricorso all’integrazione economica a carico dell’assistito rappresenta un ostacolo all’appropriatezza della fornitura. Tra le riforme prioritarie indicate dai professionisti: superare le gare per gli ausili complessi (32,6%), garantire uniformità nazionale nei percorsi (32,2%) e introdurre una valutazione multidisciplinare obbligatoria per i casi più complessi (30%). Il 77,9% è favorevole all’introduzione di un nuovo elenco dedicato agli ausili per disabilità complesse non gestibili tramite gara.

Menichini (Ausili CDM): necessaria revisione dell’assistenza protesica

“Questi dati mostrano con chiarezza che il sistema dell’assistenza protesica ha bisogno di una revisione profonda, per rispondere davvero ai bisogni delle persone e migliorare l’efficienza del sistema perché ci sono costi nascosti, di processo, causati dalla burocrazia e dall’inerzia nell’aggiornamento di un Nomenclatore, che non riesce a stare al passo dei bisogni delle persone e delle tecnologie”, è il commento di Elena Menichini, presidente dell’associazione Ausili di Confindustria Dispositivi Medici. «Da un lato, i pazienti faticano a seguire un percorso e incontrano ostacoli significativi, spesso costretti a sostenere costi diretti; dall’altro, i professionisti segnalano limiti normativi e organizzativi che impediscono una piena appropriatezza e personalizzazione delle soluzioni, seppur queste siano presenti nel mercato. È necessario intervenire sul Nomenclatore, rivedere gli ausili messi a gara, garantire uniformità sul territorio semplificando i processi, perché gli ausili sono strumenti di inclusione sociale che supportano e completano il percorso di cura e riabilitazione del paziente”. 

TAG: CONFINDUSTRIA, SSN, ASSISTENZA TERRITORIALE

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