infezioni
18 Maggio 2026Il Ministero della Salute pubblica nuove indicazioni per la gestione dei casi sospetti o probabili di infezione da virus Andes. Focus su isolamento, trasporto in sicurezza, dispositivi di protezione, ricovero nei centri idonei e misure di biosicurezza per il personale sanitario.

Con una nuova circolare pubblicata il 15 maggio, il Ministero della Salute entra nel dettaglio operativo della gestione dei possibili casi di infezione da virus Andes (ANDV) collegati al focolaio della nave MV Hondius. Nel nuovo documento, che segue quello dell’11 maggio dedicata al quadro epidemiologico e alle misure di sanità pubblica, vengono definite indicazioni tecniche su isolamento, dispositivi di protezione individuale (DPI), trasporto in sicurezza dei pazienti, ricovero e organizzazione ospedaliera, con particolare attenzione alle misure di biosicurezza per gli operatori sanitari.
La circolare specifica che al momento non risultano casi registrati sul territorio nazionale, ma che l’eventuale comparsa di casi sospetti o probabili richiede adeguate misure di preparedness e coordinamento.
Il documento fornisce istruzioni operative per la presa in carico di eventuali pazienti con sintomi compatibili con infezione da hantavirus Andes. Durante la valutazione iniziale il personale sanitario deve effettuare una raccolta anamnestica accurata, con particolare attenzione alla presenza di un collegamento epidemiologico con il focolaio internazionale.
Nel caso in cui il paziente rientri nella definizione di caso sospetto, il medico deve disporre l’isolamento immediato, fornire indicazioni sulle misure precauzionali e attivare il percorso diagnostico con prelievo e invio dei campioni ai laboratori individuati dalle Regioni o Province autonome. Al paziente devono essere forniti guanti monouso e una mascherina FFP2 oppure, se non disponibile, una chirurgica resistente ai fluidi.
Per i casi confermati è previsto il ricovero in strutture sanitarie dotate delle misure di contenimento richieste per gli agenti biologici di gruppo 3. In assenza di centri regionali adeguati, i pazienti potranno essere trasferiti presso l’INMI Lazzaro Spallanzani.
La circolare disciplina anche il trasferimento dei pazienti tramite 118, specificando che devono essere adottate, oltre alle precauzioni standard, misure aggiuntive per prevenire la trasmissione per contatto diretto o indiretto, droplet e via respiratoria.
Rispetto alla circolare dell’11 maggio, centrata soprattutto sull’aggiornamento epidemiologico internazionale, sulle definizioni di caso e sulle attività di contact tracing, il nuovo documento rafforza gli aspetti organizzativi e di biosicurezza per il sistema sanitario.
Il Ministero ricorda che il virus Andes è classificato tra gli agenti biologici del gruppo 3 e che tutte le attività di presa in carico, trasporto e gestione ospedaliera devono essere coerenti con il documento di valutazione del rischio previsto dal Dlgs 81/08.
Per il personale sanitario vengono indicati specifici dispositivi di protezione individuale, tra cui visiere o protezioni oculari, facciali filtranti FFP2 o FFP3, indumenti protettivi, guanti e sovrascarpe. La circolare sottolinea inoltre che nelle procedure a rischio aerosol, come broncoscopia, broncoaspirazione, intubazione o ventilazione a pressione positiva, devono essere utilizzati facciali FFP3 e stanze a pressione negativa.
Con l’obiettivo di rafforzare la preparedness nazionale, viene chiesto alle Regioni e Province autonome di comunicare entro due giorni l’elenco delle strutture sanitarie dotate dei requisiti necessari per la gestione di agenti biologici di gruppo 3, cioè microrganismi che possono causare malattie gravi nell’uomo e rappresentare un rischio elevato per gli operatori esposti, richiedendo specifiche misure di contenimento e protezione.
Fonte:
ph.cr. magnific
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