spesa farmaceutica
23 Giugno 2026Sostenibilità della spesa, accesso all'innovazione e libertà di scelta terapeutica al centro del dibattito sulla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale. Sul tavolo l'ipotesi di nuovi criteri di rimborso basati su gruppi terapeutici più ampi e posizioni diverse tra istituzioni e industria.

Sostenibilità della spesa farmaceutica, accesso all'innovazione, appropriatezza prescrittiva e tutela della libertà di scelta terapeutica sono i temi al centro del dibattito sulla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale prevista dalla Legge di Bilancio. Nel confronto emergono orientamenti diversi sui criteri da adottare per contenere la spesa convenzionata, in particolare rispetto all'ipotesi di rivedere il sistema delle categorie terapeutiche e dei livelli di rimborso dei medicinali.
Intervenendo all'assemblea pubblica di Farmindustria, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha ricordato che la revisione del Prontuario è prevista dalla Legge di Bilancio e che “il nuovo prontuario farmaceutico entri in vigore dal 1° gennaio 2027, quindi abbiamo tutti i tempi per fare delle indagini puntuali”.
Gemmato ha spiegato che, a seguito di una richiesta del ministro della Salute ad Aifa sugli strumenti per contenere la spesa farmaceutica, l'Agenzia ha formulato diverse proposte. “Queste possibilità sono sul tavolo. Oggi invece i dati della stessa Aifa ci dicono che questa curva di crescita della spesa farmaceutica sta flettendo; quindi, non c'è questa spesa farmaceutica fuori controllo così come si diceva”.
A sostegno di questa valutazione il sottosegretario ha richiamato l'andamento della spesa farmaceutica, osservando che “la media della spesa farmaceutica nel quinquennio precedente era del 7,2% di aumento, oggi questo aumento è diminuito al 5,7%”.
A margine dell'assemblea, Gemmato ha inoltre invitato a considerare il peso dell'innovazione terapeutica e dell'invecchiamento della popolazione. “Viviamo più a lungo e facciamo meno figli, poi c'è la spesa legata alla innovazione farmaceutica che è un dato in sé positivo. Oggi determinate patologie tumorali si stanno cronicizzando grazie anche alla chirurgia, alla prevenzione, ma anche grazie all'utilizzo dei farmaci”.
E ha aggiunto che il dibattito in corso sullo sforamento della spesa farmaceutica, è “un esercizio surreale” e va riportato sul terreno del diritto alla cura e delle scelte di politica sanitaria. Quanto alle decisioni sul nuovo Prontuario, Gemmato ha ribadito che “la decisione spetta alla politica, al ministro della Salute Orazio Schillaci” e che “attiene cioè alla politica il fatto di dover assumersi la responsabilità delle scelte”.
Durante l'assemblea il presidente di Farmindustria Marcello Cattani ha manifestato preoccupazione per le ipotesi di revisione del Prontuario circolate negli ultimi mesi e ha chiesto che “a guidare le scelte sia la scienza”.
Secondo le ipotesi emerse nelle ultime settimane, la revisione del Prontuario potrebbe introdurre un nuovo sistema di prezzi di riferimento basato su gruppi terapeutici omogenei, superando l'attuale meccanismo fondato sui medicinali con lo stesso principio attivo. In questo scenario il Ssn rimborserebbe il farmaco fino al prezzo del prodotto meno costoso del gruppo terapeutico, mentre l'eventuale differenza resterebbe a carico del cittadino o sarebbe assorbita dalle aziende attraverso una riduzione dei prezzi.
Ma per Cattani, il rischio è quello di assimilare medicinali che, pur appartenendo alla stessa area terapeutica, presentano caratteristiche cliniche differenti. “La personalizzazione delle cure è una delle grandi conquiste della medicina moderna. Non si possono considerare confrontabili, solo per abbassarne il costo per il Ssn, farmaci che presentano profili clinici differenti e che rispondono alle esigenze di pazienti diversi. Il valore terapeutico e la scienza devono rimanere il criterio guida delle decisioni”.
Secondo Cattani “un approccio incentrato unicamente sul contenimento dei costi rischierebbe di restringere le opzioni terapeutiche a disposizione dei pazienti e di mettere in crisi una parte importante della base industriale”, in un contesto di aumento dei costi produttivi e della competizione internazionale per attrarre investimenti in ricerca e produzione.
Sulle ipotesi al momento circolanti, Cattani ha dichiarato che “per le aziende farmaceutiche è impraticabile una riduzione dei prezzi per i farmaci. Oggi bisogna avere una strategia che non è quella economicistica. Va cioè misurato il valore del farmaco nel percorso del paziente. Bisogna pensare alla sostenibilità industriale”.
E ha auspicato una revisione dell'impostazione attualmente in discussione: “Abbiamo fiducia in Aifa e nel governo che si possa cambiare questo approccio, a tutela dei cittadini e delle imprese”.
Nei giorni scorsi, in un intervento pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 Ore, il presidente di Agenzia Italiana del Farmaco Robert Nisticò ha sostenuto la necessità di una revisione del Prontuario farmaceutico nazionale come strumento per garantire l'equilibrio tra sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, accesso all'innovazione e appropriatezza delle cure.
Il presidente dell'Aifa ha fatto notare che il tradizionale modello delle categorie terapeutiche omogenee si confronta oggi con una realtà caratterizzata da farmaci sempre più mirati e destinati a specifiche sottopopolazioni di pazienti, un cambiamento che rende più articolate le valutazioni regolatorie e di rimborsabilità. E ha sottolineato la necessità di trovare un punto di equilibrio tra i diversi obiettivi del sistema: “Le possibilità aumentano. E con esse cresce la responsabilità di valutarle, governarle e renderle accessibili”.
Secondo Nisticò, l'evoluzione della medicina rende sempre più complesso il compito delle istituzioni chiamate a garantire l'accesso alle terapie. “Più aumentano le possibilità di cura, più diventano complesse le decisioni necessarie per renderle accessibili, appropriate e sostenibili”.
Per Nisticò la revisione non può essere considerata un semplice aggiornamento dell'elenco dei medicinali rimborsati, ma richiede una valutazione complessiva delle alternative terapeutiche disponibili e del loro corretto posizionamento clinico.
Ha inoltre rivendicato il ruolo tecnico-scientifico dell'Agenzia e della Commissione scientifica ed economica, evidenziando come il processo decisionale debba fondarsi sull'analisi delle evidenze disponibili. “Prima delle scelte vengono le domande, le verifiche, il confronto tra evidenze e la costruzione di un quadro conoscitivo affidabile”, ha affermato.
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