spesa farmaceutica
24 Giugno 2026Il sottosegretario Gemmato in un'interrogazione alla Camera e respinge il collegamento tra aumento della spesa convenzionata, riclassificazione di gliflozine e gliptine e nuova remunerazione. "Abbiamo avvicinato il farmaco al cittadino facendo risparmiare".

L’aumento della spesa farmaceutica non è riconducibile né alla riclassificazione delle gliflozine e delle gliptine da classe A-Pht a classe A, né alla nuova remunerazione delle farmacie. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato rispondendo all'interrogazione a risposta immediata sulla spesa farmaceutica alla XII Commissione della Camera, presentata dal Movimento 5 Stelle, che metteva in relazione la crescita della spesa farmaceutica con la nuova remunerazione delle farmacie e con alcune recenti modifiche alla distribuzione dei medicinali, chiedendo inoltre chiarimenti sulle ipotesi di revisione del prontuario farmaceutico e sul possibile impatto per i pazienti cronici.
Secondo Gemmato “la spesa convenzionata, dopo circa vent'anni di riduzione, ha ripreso a crescere dal 2022, quindi dopo l'emergenza Covid-19 e prima delle misure oggi richiamate". Rispondendo a braccio riportano le agenzie stampa, il sottosegretario ha ricordato che “nel quinquennio 2014-2019 la spesa farmaceutica cresce del 7%, nel quinquennio 2019-2024 la spesa cresce del 7,2%, per l'anno 2025 cresce del 5,7%. Quindi, rispetto alla media dei quinquenni, quest'anno cresce del 20% in meno”.
Il sottosegretario è tornato poi sul “fantomatico aumento della spesa di 280 milioni di euro” e sul “riferimento alle glifozine” che entravano nel silos della spesa diretta e adesso entrano nel silos della convenzionata: “Non è una maggiore spesa, è un diverso imputamento di spesa. Quelle spese, invece di essere imputate sul livello ospedaliero, vengono imputate sul livello convenzionale pubblico e privato delle farmacie pubbliche e private convenzionate che sono quelle sotto casa”.
Una scelta, ha ribadito Gemmato, fatta partendo dal presupposto “che l'aderenza terapeutica migliora nel momento in cui si porta il farmaco vicino al cittadino e si evita il transito e la burocrazia. Migliorando l'aderenza terapeutica il cittadino si cura meglio, non si ospedalizza e già questo servirebbe a mettere un punto poi come effetto collaterale indotto diretto fa risparmiare". E ha citato i dati Aifa secondo cui con “il trasferimento si verifica un risparmio di 9,3 milioni di euro in un trimestre che, spalmati nell'arco annuo, sono più di 36 milioni di risparmi. Cioè – ha aggiunto - noi abbiamo avvicinato il farmaco al cittadino facendo risparmiare".
Rispondendo poi, in merito alla nuova remunerazione della farmacia, Gemmato ha ricordato che la “remunerazione aggiuntiva di 150 milioni di euro non nasce con questo Governo, ma è il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2021 per sostenere le farmacie più fragili, rurali e a basso fatturato”. Un provvedimento che, ha sottolineato, “risponde a un principio ormai diffuso in molti sistemi sanitari europei con il quale si svincola il percepito del farmacista dal valore fustellare del farmaco e si remunera, così come avviene in tutta Europa, non il valore fustellare, ma l'atto professionale”.
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