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Politica sanitaria

23 Settembre 2026

Prevenzione e prescrizione: più sinergia tra farmacisti e medici

L’accesso ai farmaci è l’ambito in cui il sistema sanitario risponde meglio alle esigenze dei cittadini, ma la soddisfazione scende quando si parla di prevenzione, contro il 46% europeo. Farmacie e farmacisti: rafforzare prevenzione e collaborazione tra professionisti, integrando competenze e servizi sul territorio.

di Simona Zazzetta


mand racca health report

L’accesso ai farmaci è un ambito in cui gli italiani ritengono che il sistema sanitario risponda meglio alle loro esigenze: il 59% valuta positivamente il supporto ricevuto, quota che sale al 62% tra gli uomini. La valutazione scende però al 40% quando si parla di prevenzione, dagli screening ai consigli sullo stile di vita, contro un dato europeo del 46%. Più basse, al 23%, le valutazioni relative agli strumenti e servizi digitali, come telemedicina e app. Eppure, dal report emerge anche una disponibilità a investire personalmente sulla prevenzione: se avesse 100 euro in più al mese, il 43% degli italiani dichiara che li destinerebbe a controlli preventivi. Sono alcuni dei dati emersi dallo STADA Health Report 2026, presentato oggi a Milano, e portati nel dibattito di una tavola rotonda a cui hanno partecipato rappresentanti del settore. 

Mandelli: accesso a prevenzione, riorganizzazione del sistema e sinergia Mmg-farmacisti 

Il dato sulla prevenzione, con solo il 40% degli italiani che ritiene di ricevere un buon supporto dal sistema sanitario, contro il 46% della media europea, è stato al punto di partenza della riflessione di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), sui nodi sui quali intervenire: “Indagarne le ragioni richiederebbe un ragionamento molto ampio che dobbiamo fare insieme ai medici e alle altre professioni sanitarie. L’ipotesi è che un elemento respingente sia rappresentato dal fatto che spesso la prevenzione passa dalle tasche dei cittadini”.

In questo scenario, secondo il presidente Fofi, la farmacia può contribuire a rendere più facilmente accessibili alcuni percorsi di prevenzione. “La farmacia potrebbe essere un fattore fondamentale nel promuovere la prevenzione. Con le società scientifiche e i medici si potrebbero mettere a punto programmi, per esempio di prevenzione cardiometabolica, utilizzando prestazioni che già oggi possono essere effettuate in farmacia, come il monitoraggio glicemico e l’Ecg”. Un modello sul quale, secondo Mandelli, si potrebbe ragionare anche con le Regioni, individuando percorsi semplici e sostenibili, dei “pacchetti che prevedano una piccola partecipazione dei cittadini” con gli esami più appropriati con il coinvolgimento dei medici.

Il tema delle risorse non va affrontato solo aumentando i finanziamenti alla sanità. “L’aumento della vita media e l’arrivo di farmaci innovativi - ha sottolineato Mandelli - fanno crescere contemporaneamente bisogni di salute e possibilità di cura. Ma non basta investire sempre di più in sanità per trovare la risposta. Va reingegnerizzato il sistema per fare in modo che quanto viene investito possa dare un ritorno reale puntando fortemente sulla prevenzione”. Tra gli esempi citati da Mandelli la necessità di aggiornare norme e procedure nate in un contesto sanitario ormai molto diverso, a partire dalla riforma del Testo unico delle leggi sanitarie

Ma la “reingegnerizzazione” riguarda anche l’organizzazione dell’assistenza sul territorio e il rapporto tra le professioni: “Il tema è la sinergia per affrontare insieme i problemi. Il farmacista non intende fare il medico e il medico non vuole fare il farmacista - ha precisato. Un percorso che ha già avuto un precedente nella collaborazione sulla ricetta elettronica e che, secondo Mandelli, potrebbe evolvere ulteriormente. “Abbiamo bisogno di ragionare anche sulla possibilità che il farmacista, in sinergia con il medico, sotto il suo controllo e la sua egida, possa avere un ruolo anche nella continuità della prescrizione. Troviamo i termini più adatti per farlo senza dare definizioni che rischiano di chiudere strade invece di aprire porte, ma dobbiamo trovare una maniera di parlarci”.

Anche la gestione delle terapie può diventare un terreno di maggiore collaborazione tra medico e farmacista. lo ha evidenziato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia richiamando in particolare la prescrizione elettronica prolungata: “Il medico prescrive la terapia per un periodo più lungo e il farmacista può dispensarla periodicamente secondo quanto stabilito dal medico. Questo potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti e una semplificazione”. Una modalità che, aggiunge, potrebbe contribuire anche all’aderenza terapeutica: “Dobbiamo fare in modo che gli italiani assumano i farmaci correttamente e secondo le indicazioni. Spesso ne assumono meno di quanto prescritto e anche questo è un tema sul quale dobbiamo lavorare”.

Racca: informare i cittadini e collegare farmacie, Mmg e Case della comunità

“Sulla prevenzione dobbiamo investire moltissimo, ma dobbiamo anche farne comprendere l’importanza alle persone – ha osservato la presidente delle farmacie lombarde. – Perché prevenire significa anche creare le condizioni per vivere un invecchiamento in buona salute”.

La Lombardia, ha ricordato Racca, ha sviluppato nel tempo diversi programmi di prevenzione che coinvolgono le farmacie, dallo screening del colon-retto alle vaccinazioni, fino all’attuale impegno sulla vaccinazione contro il papillomavirus umano (Hpv). Proprio l’esperienza vaccinale rappresenta, secondo Racca, un esempio concreto di collaborazione tra professionisti.

“È stato soprattutto sulla prevenzione, e quindi sulle vaccinazioni, che la collaborazione si è concretizzata. In Lombardia abbiamo un sistema che collega centri vaccinali, medici di medicina generale, pediatri e farmacie. Questo permette di conoscere il percorso vaccinale del cittadino e di sentirsi realmente parte di una squadra”.

Un modello di integrazione che, secondo la presidente di Federfarma Lombardia, dovrebbe essere esteso anche al rapporto tra farmacie e Case della comunità. “Ci stiamo proponendo in Regione Lombardia, e penso sia un ragionamento da fare anche nelle altre Regioni, di collaborare con le Case della comunità. Dobbiamo capire che cosa fa ciascuno, evitando sovrapposizioni e mettendo in collegamento i diversi punti della rete”. La farmacia, in questa prospettiva, può anche intercettare un bisogno e indirizzare il cittadino verso la struttura o il professionista più appropriato.

Ma c’è un tema di consapevolezza dei cittadini: “È vero che le persone non sempre fanno prevenzione, ma spesso perché non conoscono le opportunità disponibili. Abbiamo rilevato, per esempio, che molti non sapevano che la vaccinazione antipneumococcica fosse gratuita o che alcuni screening potessero essere effettuati anche nelle farmacie, quindi vicino a casa”.

Russo: integrazione delle competenze nel rispetto dei ruoli

Il punto di vista dei giovani farmacisti è stato portato da Francesco Ferro Russo di Fenagifar presidente Fenagifar che individua nell’integrazione delle competenze il principio sul quale costruire la collaborazione con medici e altri professionisti sanitari.

“Chiaramente nessuno di noi farmacisti vuole invadere le competenze proprie del medico, che sono di natura diagnostica, prescrittiva e tanto altro. A noi la competenza di intercettare il cittadino sul territorio e la sua domanda di salute e metterci a sistema con il medico per offrirgli la migliore esperienza di salute possibile”.
Tra gli ambiti nei quali questa collaborazione può concretizzarsi Russo indica “la riconciliazione terapeutica, l’aderenza terapeutica” e la segnalazione di sintomi ed effetti collaterali che possano fornire al medico elementi utili per valutare la situazione e indirizzare il paziente.

A sostenere questo modello dovrebbero essere anche strumenti digitali capaci di mettere in comunicazione i professionisti e il cittadino. “Parliamo tanto di Fascicolo sanitario elettronico, che in alcune parti è già realtà, e dobbiamo cercare di superare la disomogeneità regionale che ci portiamo dietro a livello nazionale, cercando di collaborare, dialogare e formare i professionisti nel rispetto reciproco del perimetro delle competenze”.

L’integrazione non soltanto tra medici e farmacisti, ma da estendere ad altre professioni sanitarie: “Immagino anche infermieri e psicologi, per creare un’équipe di salute che metta il cittadino al centro e gli permetta di sentirsi ascoltato. Perché quello che questo report ci dice è proprio questo: l’intelligenza artificiale come strumento, ma la relazione umana è sempre e sarà sempre al centro”.



TAG: ASSISTENZA TERRITORIALE, MEDICI DI MEDICINA GENERALE, FARMACISTI, ANDREA MANDELLI, ANNAROSA RACCA, FRANCESCO FERRO RUSSO

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