farmacia dei servizi
05 Luglio 2024“L'avvio della sperimentazione della farmacia dei servizi in Veneto è un passo importante ma non va considerato un punto di arrivo bensì un punto di partenza per una maggiore integrazione nel Ssr, senza escludere, in prospettiva, accordi di convenzione” afferma Bellon presidente Federfarma Veneto

In Veneto la rete delle farmacie ha sempre rivestito un ruolo importante e già dal 2018 nel Piano socio-sanitario regionale era presente un capitolo sulla farmacia dei servizi, “ben prima della pandemia e del Pnrr”. Lo ha ricordato l’assessore della Regione Veneto Manuela Lanzarin a margine del Meeting regionale “La farmacia dei servizi. Il modello veneto: innovazione e sinergie per la salute della comunità”, svoltosi a Padova sabato 22 giugno, promosso Federfarma Veneto in collaborazione con Edra e Puntoeffe e con la media partnership di Farmacista33.
“La nostra Regione – ha detto l’assessore - ha sempre dato grande importanza alla rete delle farmacie territoriali. Va ricordato che già nel nostro Piano socio-sanitario del 2018 era presente un capitolo sulla farmacia dei servizi, ben prima della pandemia e del Pnrr. Con le ultime due delibere regionali abbiamo fatto un passo in più integrando politiche avviate da tempo nell'ambito del Dm 77 per il potenziamento della sanità territoriale attraverso l’erogazione dei servizi e anche con l'utilizzo di strutture esterne alla farmacia stessa. Senza dimenticare il loro valore sociale, per esempio di supporto agli anziani che non hanno accesso a nuove tecnologie sempre più utilizzate anche in ambito sanitario, ma anche il coinvolgimento nelle campagne sociali come quella per combattere la violenza di genere”.
A ricordare le attività, svolte già da tempo o in via di implementazione, dalle farmacie è Giovanna Scroccaro, che dirige la Direzione Farmaceutico, protesico, dispositivi medici della Regione: “Lo screening del colon retto è un servizio consolidato offerto da quasi tutte le farmacie venete. Altri servizi come quello della riconciliazione farmacologica e il monitoraggio dell'aderenza terapeutica si sono rivelati più "di nicchia". In prospettiva telemedicina e in particolare telecardiologia avranno sempre maggiore spazio, senza dimenticare quei programmi di screening finalizzati a individuare patologie "nascoste", come ipertensione e diabete”.
Nell’ottica di un rafforzamento della prossimità “i farmacisti hanno dimostrato di avere una capacità di aumentare competenze e professionalità per offrire servizi integrati al servizio sanitario – ha sottolineato Sonia Brescacin presidente della V Commissione del Consiglio regionale veneto – Il ruolo del farmacista e della farmacia dei servizi verrà sempre più valorizzato e in Veneto l'obiettivo è estendere e uniformare i servizi in farmacia, anche in considerazione dell'ampia presenza di una popolazione anziana”.
“Il meeting è stato un’opportunità per confrontarci con istituzioni, colleghi, specialisti e consulenti del mondo farmacia – ha commentato Andrea Bellon presidente Federfarma Veneto a termine del meeting. – Il 2024 segna l'avvio della sperimentazione della farmacia dei servizi in Veneto, con tutte le attività previste dai protocolli ministeriali. Per noi è un passo molto importante ma non va considerato un punto di arrivo bensì un punto di partenza, l'obiettivo infatti è quello di una sempre maggiore integrazione nel sistema sanitario regionale, senza escludere, in prospettiva, accordi di convenzione. Il percorso è complesso ma è un traguardo possibile, perché abbiamo intrapreso la strada giusta”.
Un contributo importante all’evoluzione della farmacia di comunità arriva dalle farmacie rurali, come ha ricordato Claudia Pietropoli, vicepresidente di Federfarma Veneto e consigliere di Federfarma nazionale: "Le farmacie rurali venete, e non solo, hanno svolto una funzione essenziale durante la pandemia: tamponi, vaccinazioni, stampa dei greenpass, attività, quest'ultima, che solo le farmacie hanno svolto. Quanto ai fondi del Pnrr destinati alle rurali, il 40% di quelle venete vi ha aderito: 145 rurali sussidiate hanno già beneficiato del 3,2 milioni di euro del fondo nazionale. Il nostro auspicio è quello di estendere la platea dei beneficiari, tanto più che si è decretato di dare questa possibilità anche alle rurali sotto i 5.000 abitanti. Il servizio deve essere uniforme sul territorio. Non vogliamo farmacie di serie A e di serie B".
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