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Nutrizione

05 Giugno 2026

Salute riproduttiva e fertilità, i micronutrienti che influenzano gli ormoni: ecco quali sono

Uno studio condotto su donne con infertilità suggerisce un'associazione tra alcuni micronutrienti e parametri legati alla salute riproduttiva. Gli autori indicano l'alimentazione come possibile fattore modificabile da considerare nei percorsi di cura della fertilità. i nutrienti che possono influenzare composizione corporea e ormoni

di Sabina Mastrangelo


Salute riproduttiva e fertilità, i micronutrienti che influenzano gli ormoni: ecco quali sono

 Alcuni micronutrienti assunti con la dieta potrebbero essere associati a parametri della composizione corporea e dell'equilibrio ormonale rilevanti per la salute riproduttiva femminile. In uno studio pubblicato su Scientific Reports, ricercatori dell'Università di Alicante hanno osservato che riboflavina, calcio e vitamina E presentano correlazioni significative con massa muscolare, distribuzione del grasso corporeo e livelli di prolattina in donne con infertilità. I risultati rafforzano l'ipotesi che l'alimentazione rappresenti un fattore modificabile da valutare nell'ambito dei percorsi di fertilità, pur senza dimostrare un rapporto di causa-effetto.

Infertilità e ruolo dei micronutrienti

L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera l’infertilità una patologia, definita come l’assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di regolari rapporti sessuali mirati, non protetti. In Italia, l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie, mentre nel mondo, interessa circa il 10-12%. Oltre ai trattamenti, i fattori legati allo stile di vita, in particolare l’alimentazione, stanno acquisendo sempre maggiore importanza come elementi modificabili che influenzano la salute riproduttiva. L’equilibrio ormonale, l’ovulazione e il potenziale di fertilità complessivo possono essere influenzati dalla composizione corporea delle donne e dall'assunzione di micronutrienti. Tuttavia, la gran parte delle evidenze arriva da popolazioni generali, mentre il tema è stato poco esplorato tra le donne che si rivolgono a centri per la fertilità. 

Lo studio sulle donne con infertilità

Il team ha voluto comprendere in che modo la dieta interagisce con i marker fisici e ormonali tra le donne che si rivolgono a un centro per la fertilità, nel tentativo di contribuire a definire strategie nutrizionali per la cura della fertilità. Lo studio ha coinvolto 97 donne tra 18 e 40 anni che avevano frequentato una clinica per la fertilità tra il 2022 e il 2024, escluse quelle con patologie quali la sindrome dell'ovaio policistico o l’endometriosi.

L’assunzione alimentare è stata valutata attraverso un questionario, mentre l’assunzione di nutrienti è stata calcolata utilizzando database sulla composizione degli alimenti. Oltre a questo, il team ha valutato le misure quali l’indice di massa corporea (BMI), il rapporto vita-fianchi (Whr), la percentuale di grasso corporeo (Bfp) e quella di massa muscolare (Mmp). Nella fase follicolare precoce, inoltre, i ricercatori hanno misurato il calcidiolo e gli ormoni anti-Mülleriano (Amh), follicolo-stimolante (Fsh), luteinizzante (Lh), tireostimolante (Tsh), l'estradiolo e la prolattina.

Il ruolo dei nutrienti su composizione corporea e livelli ormonali

Dal punto di vista clinico, il Bmi medio rientrava nella fascia di sovrappeso, evidenziando un problema metabolico comune tra le donne con infertilità. In particolare, la Bfp superava i livelli raccomandati, mentre la Mmp era leggermente inferiore alle soglie ottimali, suggerendo uno squilibrio nella composizione corporea che potrebbe influenzare la salute riproduttiva. A livello di micronutrienti, invece, i ricercatori hanno osservato che il consumo di riboflavina (vitamina B2) era correlato in modo significativo alla Mmp. Anche l’assunzione di calcio era positivamente associata alla massa muscolare, con un possibile ruolo di questo elemento a livello di omeostasi metabolica, oltre che sulla salute delle ossa. L’assunzione di vitamina E, poi, era inversamente associata alla circonferenza dei fianchi; un dato che lascia ipotizzare come l’assunzione di vitamina E possa essere collegata alla distribuzione regionale del grasso. Infine, il team ha osservato che un maggiore apporto di vitamina E era associato a livelli più bassi di prolattina, quando livelli elevati di prolattina possono alterare la normale ovulazione e il ciclo mestruale. Di conseguenza, questo dato sarebbe clinicamente rilevante, sebbene la causalità e il meccanismo d’azione siano da dimostrare, come concludono gli autori. 

Fonte

Martin-Manchado L. et al., Dietary nutrient intake and nutritional status in women with infertility: a cross-sectional study. Sci Rep (2026); doi: 10.1038/s41598-026-47490-x

Iss. Infertilità. https://www.iss.it/infertilit%C3%A0-e-pma

ph.cr. magnific

TAG: MICRONUTRIENTI, FERTILITà

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