Rumex crispus è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Poligonacee che può raggiungere il metro di altezza. È una specie molto comune nelle regioni temperate e cresce nei prati ai bordi dei sentieri. La tintura madre viene preparata con la radice allo stato fresco. I suoi effetti terapeuti si capiscono grazie alla composizione della pianta: è presente, infatti, un composto ferruginoso contenente fosforo. Esiste, quindi, una correlazione biologica con Ferrum phosphoricum e Phosphorus. Da rilevare, inoltre, la presenza di tannini e tannoidi responsabili di un effetto antidiarroico, oltre che di derivati antracenici.
Principali indicazioni
Rumex crispus è utilizzata particolarmente a livello delle vie respiratorie dove è utile nella cura della coriza acuta e, soprattutto, delle laringotracheiti acute e croniche con tosse provocata o peggiorata dall'inspirazione di aria fredda. Può, inoltre, curare un particolare prurito della pelle che compare talvolta con ponfi orticarioidi che peggiora svestendosi ed esponendosi all'aria fresca.
Sintomi caratteristici e modalità
Prurito alla fossetta soprasternale che provoca la tosse. Sensazione di escoriazione della laringe e della trachea. Tosse accompagnata da un dolore lancinante. Cefalea con la sensazione che la testa scoppi, causata da tosse. Peggioramento con il freddo, respirando aria fredda, scoprendosi, di sera. Miglioramento con il caldo. Prurito soprattutto svestendosi.
Posologia
Solitamente Rumex crispus nella coriza acuta e nelle laringotracheiti acute e croniche con tosse provocata o peggiorata dall'inspirazione di aria fredda è usato a basse diluizioni, 5 CH o 7 CH, 5 granuli da due a quattro volte al giorno, a seconda dell'intensità dei sintomi, diminuendo in base al miglioramento. Nel prurito, con o senza ponfi orticariodi, è utile somministrare a una diluizione 7 CH, una volta al giorno.
Il simile cura il simile
Le indicazioni omeopatiche derivano dal tropismo preferenziale di questo rimedio che si esplica soprattutto a livello del sistema respiratorio, con irritazione della mucosa e conseguenti spasmi con tosse violenta, continua, secca, affaticante che peggiora soprattutto inspirando aria fredda. Anche la mucosa nasale può essere interessata con starnuti e rinorrea acquosa. La tosse è accompagnata da un dolore lancinante che, attraversando il polmone sinistro, arriva proprio sotto il capezzolo sinistro. Sulla pelle provoca una strana forma di prurito, con o senza orticaria, che compare togliendosi gli abiti.
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A cura di Redazione Farmacista33
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