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31 Marzo 2026

Cascarilla, profilo botanico e impieghi clinici in ambito omeopatico.

La cascarilla è una sostanza naturale ottenuta dalla corteccia essiccata della pianta Croton eluteria, un piccolo arbusto o albero appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae, che può raggiungere un’altezza fino a 10 metri.

di Italo Grassi


Cascarilla, profilo botanico e impieghi clinici in ambito omeopatico.

Il termine “cascarilla” deriva dallo spagnolo ed è il diminutivo di cáscara, con il significato di “piccola corteccia”. La pianta cresce spontaneamente nelle aree costiere dei Caraibi, con particolare diffusione a Cuba, in Giamaica, in Perù, Paraguay, Haiti, Vera Cruz, alle Antille e nelle Isole Bahama.

La denominazione scientifica Croton eluteria deriva dal greco kroton, che significa “zecca”, per la somiglianza dei semi con questo insetto, mentre Eluteria o Eleutheria richiama il nome di una delle Isole Bahama in cui la pianta è diffusa.

È stata impiegata per secoli sia nella medicina popolare, che nei rituali spirituali. Nelle tradizioni afrocaraibiche, la cascarilla viene utilizzata in forma di polvere bianca: è considerata una sostanza sacra e protettiva, capace di purificare ambienti e allontanare energie negative
Fin dal XVIII secolo, la corteccia è stata esportata in Europa per usi medici e come ingrediente in bevande alcoliche. Nelle popolazioni locali era impiegata per stimolare l’appetito, contrastare disturbi gastrointestinali e per sostenere la convalescenza.

La tintura madre viene preparata con la corteccia essiccata e l’interesse farmacologico è dovuto al fatto che La cascarilla è ricca di composti bioattivi, in particolare diterpenoidi, tra cui cascarillin ed eluterina, che conferiscono il tipico sapore amarognolo e sono responsabili delle sue proprietà digestive e toniche.
Il cascarillin è stato dimostrato capace di stimolare la secrezione gastrica, rafforzando l’uso tradizionale della pianta come amaro digestivo, mentre alcuni composti mostrano la capacità di inibire i processi infiammatori. La corteccia contiene inoltre una percentuale significativa di oli essenziali, noti per le loro attività antimicrobiche e antinfiammatorie.  

In ambito omeopatico, la cascarilla viene utilizzata principalmente per problemi gastrointestinali quali diarrea, dolori addominali, coliche e nausea, spesso accompagnati da sensazione di freddo o brividi; per situazioni di debolezza come convalescenza o stati febbrili, specialmente quando sono presenti vomito, diarrea e una sensazione generale di spossatezza. Infine, può essere considerata in casi di febbri intermittenti o febbri che insorgono dopo disturbi digestivi. 
 

Il simile cura il simile

La cascarilla può risultare irritante, in particolare, per i principi attivi presenti che possono irritare lo stomaco, se assunti in eccesso, e procurare perdita di elettroliti con conseguente comparsa di astenia. Conseguentemente agisce in particolar modo sul tratto digestivo, su nausea e vomito, dolori addominali come da colica, con diarrea alternata a feci dure, male di schiena e stanchezza.

Il dosaggio comunemente indicato nella pratica omeopatica prevede la somministrazione di cinque granuli ad una bassa diluizione, tipo 5 CH, due o tre volte al giorno, secondo i sintomi del paziente, con progressiva riduzione in base al miglioramento dei sintomi.

SIOMI  (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata)

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