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24 Gennaio 2022

Consumo di latte, decalogo del Ministero: ecco le raccomandazioni


Consumo di latte/yogurt dal Ministero decalogo e raccomandazioni sul corretto consumo

Il consumo di latte o yogurt si associa al mantenimento di un buono stato di salute, ha effetti favorevoli sulle malattie cardio-cerebrovascolari, riduce il rischio della sindrome metabolica e delle sue manifestazioni come iperglicemia, pressione arteriosa elevata, ipertrigliceridemia e basso colesterolo HDL, ha impatto positivo sulla mortalità generale. A livello mondiale, tutte le linee guida ne raccomandano un consumo quotidiano, in Italia nelle linee CREA 2019 si raccomanda il consumo di 3 porzioni di latte al giorno pari a un quantitativo di 375 ml al giorno. A fare il punto è un decalogo del ministero della Salute che richiama le raccomandazioni sul consumo corretto di questi due alimenti e sulle abitudini degli italiani a colazione.


Consumo di latte associato ad effetti positivi

La base scientifica per queste indicazioni deriva dai risultati di numerosi studi prospettici raccolti in revisioni sistematiche e metanalisi. Gli effetti esaminati del consumo di latte e yogurt sulla salute sono molteplici: due recenti revisioni di metanalisi (Godos et al., 2019; Zhang et al., 2021) concludono che il consumo di latte è più frequentemente associato ad effetti positivi che eventuali effetti sfavorevoli sulla salute. L'analisi dose-risposta indica che un incremento di 200 ml (circa 1 tazza) di latte al giorno era associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari, ictus, ipertensione, cancro del colon-retto, sindrome metabolica, obesità e osteoporosi (Zhang et al., 2021). Associazioni benefiche sono state trovate anche per il diabete mellito di tipo 2 e il morbo di Alzheimer. In accordo a quanto riportato dal WCRF (2018) il consumo di latte e dei suoi derivati presenta una limitata associazione con la riduzione del rischio di cancro della mammella nelle donne in premenopausa.


Minor rischio di Sindrome Metabolica e delle sue manifestazioni

Al contrario, l'assunzione di latte potrebbe essere associata a un rischio più elevato di cancro alla prostata, morbo di Parkinson, acne e anemia da carenza di Fe nell'infanzia. L'effetto favorevole del consumo di latte e yogurt sulle malattie cardio-cerebrovascolari e sulla mortalità generale è peraltro confermato a livello mondiale dallo studio PURE (Dehghan et al., 2018). Il consumo totale di latte e yogurt è stato anche associato a un minor rischio di Sindrome Metabolica e sue manifestazioni come iperglicemia, pressione arteriosa elevata, ipertrigliceridemia e basso colesterolo HDL. Un aumento di una porzione/die di latte era correlato a un rischio inferiore del 12% di obesità addominale ed un incremento di una porzione/giorno di yogurt era associato a un rischio di iperglicemia inferiore del 16% (Lee et al., 2018). Simili risultati sono riportati in una più recente metanalisi che riferisce una diminuzione del rischio di sindrome metabolica compreso tra 28 e 21% per il consumo di yogurt e latte rispettivamente (Mena-Sánchez et al 2019). Il consumo di yogurt è stato associato ad un minor rischio di incremento ponderale anche in età adulta (Schwingshackl et al., 2016).


Si consuma sempre di meno latte e in modo più occasionale

Tra il 1998 e il 2020, si stima che il consumo giornaliero di latte si sia notevolmente ridotto passando dal 62,2% al 48,1% (-14,1 pp). Tale riduzione si è tradotta da una parte in un aumento del consumo non giornaliero e più occasionale che è passato dal 18% al 28,7% (+ 9,8 pp) e dall'altra in un aumento della prevalenza dei non consumatori di 5 pp (dal 17,2% al 22,2%). La diminuzione del consumo giornaliere di latte e il conseguente slittamento verso consumi più ridotti o nulli, si è osservata maggiormente nella fascia di età dei bambini, ragazzi e giovani di 6-24 anni, con punte di riduzione che si attestano in queste fasce di età intorno a circa il 20%. Riduzioni più forti del consumo giornaliero nella macroarea del Nord (dal 61,3% del 1998 al 45,6% del 2020).


Con lockdown si è tornati a fare colazione

Si è osservato nel tempo, specialmente fino al 2019, un aumento dell'abitudine di non fare la colazione nella popolazione dei bambini, ragazzi e fino a 24 anni. Nel 2020 tale flessione si è in parte ridotta, molto probabilmente complice la permanenza a casa specialmente nei periodi di lockdown legati all'emergenza sanitaria da Covid-19. Parallelamente a questo andamento, si osserva, tra il 1998 e il 2020 una forte riduzione del consumo di latte a colazione che passa dal 56,6% al 45,6% (-10,9 pp), con punte di riduzione di circa 20pp tra i bambini di 3-10 anni. In questo arco temporale, la diminuzione dell'abitudine al consumo di latte a colazione si è tradotta, da una parte nell'aumento della quota di coloro che pur non bevendo il latte mangiano comunque qualcosa come biscotti, fette biscottate, brioche, ecc., con o senza bevande come il the o il caffè (+10%), oppure che fanno altri tipi di colazione a base ad esempio di yogurt, cereali, succhi di frutta ecc. (+5,4%). Si è lievemente ridotta nel tempo, invece, specialmente tra gli adulti, la quota di chi ha l'abitudine a bere solo il the il caffè senza mangiare nient'altro (dal 13,4% del 1998 al 10,6% del 2020). Tra i bambini di 3-5 anni aumenta particolarmente nel tempo la quota di chi a colazione ha l'abitudine a consumare yogurt, cereali ecc. (dal 4,5% del 1998 al 18% del 2020). Consumo di latte nei bambini delle scuole elementari Tenendo conto che latte e di yogurt sono prevalentemente consumati a colazione e merenda, i dati dell'indagine di OKKIO alla Salute 2019 indicano che solo il 64,5% dei bambini italiani consuma latte e/o yogurt a colazione e/o merenda, compresa la merenda eventualmente fornita dalla scuola; tendenzialmente i consumi di latte e yogurt a colazione e merenda sono più bassi al Nord (62,7%) rispetto al Centro e Sud Italia (67,4% e 65,3% rispettivamente). Il latte è più frequentemente consumato rispetto allo yogurt a colazione (56,3% dei bambini vs 4.2%), mentre a merenda lo yogurt mostra in questa fascia di età frequenze di consumo superiori rispetto al latte (9,2% vs 0,4%).

TAG: LATTICINI, LATTE, SALUTE, MINISTERO DELLA SALUTE

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