Co-somministrazione di vaccini, Fip: servono linee guida chiare per i farmacisti
Per la co-somministrazione di vaccini anti Covid-19 e antinfluenzale è necessario che il farmacista abbia linee guida chiare per minimizzare la possibilità di errori problematiche
La co-somministrazione di vaccini, prevista per il vaccino anti Covid-19 e antinfluenzale, può avere un notevole impatto nell'aumentare la copertura, e il farmacista è un perno fondamentale del processo, ma è necessario che abbia linee guida chiare e strumenti per minimizzare la possibilità di errori o eventuali problematiche. Lo sostiene la Fip, nell'ultimo studio "Optimising vaccination through coadministration of influenza and COVID-19 vaccines: Guidance for pharmacists", segnalato da F-online, house organ di Federfarma Servizi .
Strumenti per minimizzare la possibilità di errori
Sono molti i Paesi che spingono verso la co-somministrazione di vaccini per ottimizzare la protezione delle persone, in particolare i gruppi a rischio, rispetto alle patologie prevenibili. Si tratta di un ambito di attività sanitaria che potrebbe essere maggiormente potenziato, dati i vantaggi in termini di adesione della popolazione, e su cui andrebbero, di conseguenza, avviati ulteriori studi per determinare il profilo di sicurezza della combinazione dei diversi vaccini. Un setting assistenziale di particolare impatto, al riguardo, è quello delle farmacie di comunità: oltre a tutti i benefici, in termini di risparmio di tempo, legati alla prossimità e alla capillarità delle farmacie, i farmacisti si trovano in una posizione privilegiata, in quanto hanno la possibilità di avviare un dialogo con i pazienti ogni volta che c'è un accesso. Per altro, tali professionisti vengono a contatto, con una maggiore frequenza rispetto agli altri operatori sanitari, con i gruppi più a rischio, che sono quelli a cui prioritariamente si rivolgono le strategie vaccinali sul territorio. In questo ambito, in particolare, i maggiori benefici possono derivare dalla co-somministrazione del vaccino contro l'influenza e di quello contro il Covid-19. Anche in questo caso, il farmacista può rivestire l'importante ruolo di sciogliere eventuali dubbi sulle vaccinazioni, oltre che ricordare periodicamente la tempistica appropriata. Un elemento su cui il Fip invita a riflettere è, tuttavia, la necessità di dotare i farmacisti di linee guida chiare per la gestione del paziente, così da minimizzare la possibilità di errori.
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A cura di Redazione Farmacista33
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La vaccinazione in farmacia non rappresenta più soltanto un’attività stagionale, ma un servizio strutturato che richiede requisiti organizzativi, standard operativi e processi codificati.