Politica e Sanità
15 Novembre 2011Rosiglitazone (Avandia) di GlaxoSmithKline di nuovo sotto la lente di una metanalisi pubblicata da Journal of the American Medical Association, secondo la quale il farmaco aumenterebbe del 42% il rischio di infarto e raddoppierebbe il pericolo di insufficienza cardiaca. Gli autori della nuova ricerca, pur non avendo osservato effetti sulla mortalità per cause cardiovascolari, hanno calcolato che, approssimativamente, il farmaco potrà provocare solo negli Stati Uniti oltre 4mila casi in più di infarto e 9mila di insufficienza cardiaca l''anno. La metanalisi ha valutato i rischi legati alla terapia a lungo termine con Avandia, coinvolgendo malati in cura per almeno un anno e mettendo a confronto l''uso dell''antidiabete GSK con altri tipi di medicinali o placebo. Le agenzie regolatorie dovrebbero urgentemente valutare se questo farmaco deve rimanere in commercio sostiene Sonal Singh, il ricercatore a capo della metanalisi. Lazienda risponde che lFDA ha lungamente esaminato tutti gli studi disponibili sul prodotto, non limitandosi a passarne in rassegna solo alcuni, come in quest''ultima metanalisi. Indagine che, come ogni studio di questo genere, ha dei limiti, indicati dagli stessi autori. La stessa FDA ha infatti confermato l''utilità di Avandia nel trattamento dei pazienti, secondo le indicazioni previste".
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