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Formazione

04 Novembre 2016

L’origine della patologia: come nasce uno starnuto



Tra i fattori di rischio primario per la rinite allergica, oltre agli allergeni dispersi nell'aria, rivestono un ruolo importante sensibilizzazione, familiarità allergica e abitudini sbagliate dei genitori durante la prima infanzia.
Pollini (come quelli di graminacee, betulla, olivo, parietaria, cipresso e così via), acari della polvere e peli o particelle della pelle di animali sono i responsabili più frequenti e conosciuti. La presenza degli allergeni varia a seconda della zona geografica in cui si vive e del grado di urbanizzazione.

«La familiarità è il fattore di rischio maggiore» spiega Giovanni Passalacqua, Clinica delle Malattie respiratorie dell'Ospedale S. Martino di Genova, nel corso di un webcast disponibile sul sito di Farmacista 33. La probabilità di ammalarsi di rinite allergica infatti raddoppia se un genitore ne soffre. L'inquinamento e soprattutto il fumo, anche quello passivo, rappresentano altri fattori di rischio riconosciuti, in particolar modo per i bambini. «Attenzione in particolare al fumo materno durante la gravidanza» ricorda Passalacqua.

Come noto la "febbre da fieno", nome popolare piuttosto riduttivo con cui viene chiamata la rinite allergica, è dovuta a un disturbo sintomatico del naso causato da un'infiammazione IgE-mediata che segue l'inalazione di allergeni. La mucosa nasale delle persone allergiche contiene mastociti, cellule ricoperte di anticorpi IgE. Quando questi ultimi riconoscono specificamente l'allergene si instaura un meccanismo che porta alla distruzione del mastocita con rilascio di grandi quantità di istamina, sostanza responsabile dei disturbi e dell'infiammazione della mucosa. I sintomi possono persistere per ore dopo l'esposizione e i tessuti esposti diventano più reattivi non solo alla sostanza che ha scatenato l'allergia ma anche ad altri irritanti. Quando poi lo stimolo allergenico si protrae nel tempo l'infiammazione allergica tende a cronicizzare.

L'esposizione agli allergeni comporta il fenomeno di sensibilizzazione, con la produzione di IgE specifiche. La sensibilizzazione agli allergeni può cominciare già nel primo anno di vita ed essere causata da sostanze presenti in casa, solo successivamente si verifica quella ai pollini. "L'esposizione nei primi anni di vita all'acaro della polvere è un altro fattore di rischio importante. Al contrario l'esposizione precoce a epiteli animali come pelo di gatti e cani sembra essere protettivo, così come l'allattamento materno" continua Passalacqua.

Si ritiene che la sensibilizzazione sia un fattore predittivo per rinite e asma e che la sua insorgenza in età giovanile sia correlata direttamente con una maggiore probabilità di sviluppare sintomi. Infatti gran parte dei pazienti con sensibilizzazione in giovane età (sotto i 7-8 anni) lamentano asma e rinite a 19 anni e in genere una rinite allergica a esordio precoce si associa a un peggioramento della patologia allergica nell'adulto. Il fenomeno è noto come marcia allergica: si inizia con l'allergia ad alimenti, quindi compare la rinite e infine l'asma. Anche negli adulti la sensibilizzazione allergica persistente è associata con asma e rinite. È sempre importante quindi intervenire tempestivamente con una terapia mirata.

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