Quando starnuti, naso che cola o che prude e congiuntivite guastano la giornata, la persona colpita spesso cerca un aiuto semplice e tempestivo. «Il farmacista, in Italia, è il primo punto di incontro per il paziente, è in grado di suggerire terapie di automedicazione, in primis gli antistaminici, che in tempi rapidi possano risolvere la sintomatologia» spiega Walter Canonica, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia Clinica, nel corso di una recente tavola rotonda on line che ha riunito numerosi esperti, in occasione della presentazione del documento "Raccomandazioni sulla gestione della rinite allergica in farmacia".
Oggi abbiamo a disposizione un armamentario abbastanza vasto per gestire questa patologia. «Si dovrebbe partire dall'antistaminico orale, che va considerato sempre di prima scelta, in ogni forma, durata e gravità della rinite allergica» spiega Giovanni Passalacqua, professore di Malattie dell'apparato respiratorio dell'Università di Genova. «Va preferito l'antistaminico non sedativo, ossia quello che noi consideriamo di seconda generazione, non ha sostanzialmente effetti collaterali, è monodose e quindi di facile gestione (si prende una volta nelle 24 ore)». Oltre a questo farmaco, è importante lo spray a base di cortisone, soprattutto quando uno dei disturbi è il naso chiuso. «Va segnalato» continua l'esperto «che l'assunzione di cortisone comporta ancora qualche preoccupazione da parte del paziente, ma con gli spray nasali non ci sono effetti collaterali». La categoria di farmaci che invece il cittadino chiede più spesso al farmacista, per la loro efficacia immediata, è quella dei cosiddetti vasocostrittori. «Questi però» spiega Passalacqua «sono farmaci che hanno effetti collaterali importanti, soprattutto per il fatto che il paziente tende ad abusarne». Tutte le linee guida internazionali, infatti, sottolineano che i vasocostrittori topici, ma anche quelli sistemici, non vanno usati per più di 10 giorni consecutivamente. «Non va infine dimenticata un'altra serie di farmaci sempre da somministrare per via nasale» conclude Passalacqua «come il lavaggio e le irrigazioni nasali, che possono essere efficaci soprattutto nel bambino. In ultimo, un'altra strategia terapeutica che il paziente di solito conosce poco è l'immunoterapia specifica, il cosiddetto vaccino per le allergie. Quest'ultimo non ha effetto immediato, bensì nel medio termine: quando inizia a fare effetto, riduce i sintomi e di conseguenza il bisogno di farmaci sintomatici. Inoltre l'immunoterapia specifica, una volta sospesa, continua a mantenere la sua efficacia anche per diversi anni, cosa che ovviamente nessun farmaco sintomatico può fare».
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A cura di Redazione Farmacista33
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