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Formazione

02 Novembre 2021

Rinosinusite, una patologia ordinaria che condiziona la qualità della vita


La rinosinusite è generalmente considerata poco rilevante dal punto di vista clinico. In realtà, questa condizione può inficiare il rendimento lavorativo e scolastico, alterare la struttura del sonno e ridurre la qualità di vita.
L'incidenza di tale patologia si aggira attorno ad un range compreso tra lo 0,5 e il 10% a seconda degli Autori. Queste notevoli differenze di dati sono legate ad una pluralità di fattori. In primo luogo, occorre tener presente le frequenti infezioni delle alte vie respiratorie, soprattutto in età pediatrica, nelle quali, non di rado, coesistono e si confondono i processi sinusitici.
Risulta quindi difficile stabilire quanti di tali processi siano da riferire esclusivamente a flogosi infettive autonome che continuano a essere attive nonostante la risoluzione della patologia nasale virale di partenza.
In secondo luogo, una corretta diagnosi di rinosinusite richiede la concordanza sia di segni clinici, sia di dati strumentali.


Eziopatogenesi

La rinosinusite è solitamente secondaria ad una rinite virale, generalmente causata da Rhinovirus (30%), virus Parainfluenzale (15-20%), Virus Respiratorio Sinciziale (15%), Adenovirus (5%), Enterovirus (5%), a cui, se non trattata, può sovrapporsi un'infezione batterica. In caso di infezione batterica, i microrganismi batterici più frequentemente coinvolti sono: S. pneumoniae (30-40 %), H. influenzae (20-30%) e M. Catarrhalis (20-30%), nella rinosinusite acuta mentre prevalgono i germi anaerobi nella rinosinusite cronica (in particolare Streptococchi anaerobi e Bacteroides), il cui sviluppo è favorito dalle condizioni di anaerobiosi e da alterazioni del pH del muco, tipiche delle cavità chiuse.
L'integrità funzionale dei seni paranasali presuppone un continuo scambio aereo con le cavità nasali ed una normale clearance mucociliare (TMC), in grado di veicolare le secrezioni endocavitarie verso l'esterno. É necessario, in primo luogo, considerare che se in alcuni seni (labirinto etmoidale, seno frontale, seno sfenoidale) il drenaggio è assicurato dalla posizione favorevole dell'ostio di comunicazione con le fosse nasali nella parte più declive della cavità, per il seno mascellare, quello peraltro maggiormente implicato nella patologia flogistica, ciò non avviene, essendo l'ostio situato molto più in alto rispetto al pavimento. Naturalmente ciò può indurre ristagno di secrezioni in caso di insufficiente TMC, condizione che favorisce, da un lato, l'impianto di germi piogeni, dall'altro, la cronicizzazione di un qualsiasi processo flogistico.

Nella insorgenza delle rinosinusiti acute si riconoscono almeno tre diversi aspetti patogenetici:

- Ostruzione degli osti di comunicazione.
Può essere determinato da fattori meccanici, quali deviazione del setto, poliposi nasale, neoplasie, corpi estranei, atresie coanali o altre malformazioni congenite; più frequentemente è dovuta a situazioni flogistiche (riniti o rinoadenoiditi, rinopatie vasomotorie allergiche e non), o di altra natura (fibrosi cistica, malattie vascolari del collagene, traumi facciali, riniti medicamentose, ecc.) che inducono edema della mucosa, in particolare a livello del meato medio, dove è situato l'ostio di comunicazione dei principali seni (mascellari, etmoidali anteriori e frontale). Causa più rara di rinosinusite ricorrente o cronica è considerate la schisi palatale.

- Difetti del trasporto muco-ciliare.

Raramente congeniti (Discinesie ciliari, fibrosi cistica), sono spesso indotti dalle frequenti infezioni batteriche o virali (attualmente anche micotiche) che danneggiano l'epitelio ciliato di rivestimento dei seni, sia per l'azione citotossica degli agenti microbici, soprattutto virali, sia per l'ipossigenazione delle cavità. Il risultato di un insufficiente TMC è l'accumulo di secrezioni mucose che favorisce l'impianto e la moltiplicazione di una flora batterica piogena e l'intervento delle cellule della flogosi.

- Alterazioni qualitative e quantitative del muco.

L'ipersecrezione delle ghiandole mucose ed il rallentamento o il blocco del TMC sono responsabili del cambiamento dei caratteri fisico-chimici dell'essudato, con aumento della viscosità e riduzione dei valori del pH, condizioni che a loro volta accentuano l'ostruzione degli osti e i difetti del TMC.

Evidentemente le tre situazioni non agiscono isolatamente, ma si integrano in un circolo vizioso che progressivamente favorisce il processo sinusitico.
Tali condizioni sono indubbiamente comuni in tutte le età, ma la più frequente ricorrenza di flogosi virali del bambino rende decisamente più a rischio di rinosinusite tale popolazione, nella quale non vanno peraltro sottovalutate le frequenti condizioni di immaturità immunologica. Gli stati di deficit immunitario (deficienza nelle IgA secretorie e delle sottoclassi IgG) spiegano, infatti, secondo alcuni Autori, la maggiore frequenza, in questa età, di tali patologie.


Bibliografia essenziale

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  • Gelardi M, Piccininni K , Quaranta N , Quaranta V , Silvestri M , Ciprandi G. Olfactory dysfunction in patients with chronic rhinosinusitis with nasal polyps is associated with clinical-cytological grading severity Acta Otorhinolaryngol Ital. 2019 Oct;39(5):329-335.
  • Gelardi M, Ciprandi G, Buttafava S, Quaranta N, Squeo V, Incorvaia C, Frati F, Nasal

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