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consumo di farmaci

07 Agosto 2026

Spesa farmaceutica a 39,3 miliardi, boom di acquisti privati classe A. Il Rapporto OsMed 2025

Nel 2025 la spesa farmaceutica totale ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, trainata dalla crescita a doppia cifra degli acquisti privati. Tirzepatide è il farmaco di classe A più acquistato privatamente dai cittadini. Il quadro completo del Rapporto OsMed su consumi, equivalenti, biosimilari e farmaci innovativi

di Redazione Farmacista33


rapporto osmed 2025

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha pubblicato il Rapporto OsMed 2025 “L’uso dei Farmaci in Italia”, il consueto quadro annuale su consumi e spesa farmaceutica nel Paese. Nel 2025 la spesa farmaceutica totale ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, in aumento del 6% rispetto all’anno precedente; la spesa pubblica si attesta a 28,4 miliardi di euro (+5,8%), pari al 72,2% della spesa farmaceutica complessiva, mentre la spesa a carico dei cittadini è cresciuta del 7,5% raggiungendo 10,7 miliardi di euro. In regime di assistenza convenzionata sono state consumate mediamente circa 18 confezioni per cittadino, con 1.148,2 dosi ogni mille abitanti al giorno (+1% sul 2024); considerando l’intera assistenza territoriale, pubblica e privata, le confezioni dispensate sono state circa 1,9 miliardi (-0,5%).

La crescita degli acquisti privati: il caso tirzepatide

A trainare la spesa a carico dei cittadini sono soprattutto gli acquisti privati di farmaci di classe A (+16,2%), i farmaci di fascia C con ricetta (+7,4%) e quelli di automedicazione (+6,5%). Nel 2025, tirzepatide compare al primo posto tra i farmaci di classe A acquistati privatamente: con 225 milioni di euro pesa per il 13% sulla spesa privata di questa fascia, seguito a distanza da colecalciferolo, pantoprazolo e ibuprofene. 

Il fenomeno si intreccia con la crescita più ampia della spesa per antidiabetici, salita a 1.593,7 milioni di euro (+34,9%): i consumi in fascia C di semaglutide e tirzepatide sono aumentati dell’85,7% e la relativa spesa del 75,8%, un andamento che Aifa collega a una domanda di trattamenti sempre più orientata anche alla gestione del peso, oltre che al diabete.

Farmaci equivalenti e biosimilari

Nel 2025 i farmaci a brevetto scaduto hanno rappresentato il 72,9% della spesa e l’88,1% dei consumi in regime di assistenza convenzionata di classe A. La quota dei farmaci equivalenti si è fermata al 23,5% della spesa e al 32,1% dei consumi, con un utilizzo ancora meno diffuso nelle Regioni meridionali, dove i cittadini pagano di tasca propria la compartecipazione più alta per scegliere il farmaco di marca (22,35 euro pro capite al Sud contro 13,73 euro al Nord). Diverso il quadro dei biosimilari, dove l’Italia conferma il primato europeo con il 71,4% dei consumi, ben oltre la media dei dieci Paesi europei considerati nel confronto (45,9%).

Anziani e politerapia

Nel 2025 il 97,2% degli over 65 ha ricevuto almeno una prescrizione farmacologica: il 67,7% assume contemporaneamente almeno 5 farmaci e il 27,9% è esposto a politerapia grave (10 o più farmaci). La politerapia cronica, cioè l’assunzione di almeno 5 farmaci diversi per almeno 6 mesi nell’anno, riguarda il 33,2% degli anziani, con Basilicata, Campania e Puglia costantemente sopra la media nazionale per consumo e costo medio per dose giornaliera.

Farmaci in età pediatrica

Nel 2025 il 46,3% della popolazione pediatrica (circa 4,1 milioni di bambini) ha assunto almeno una terapia farmacologica. Gli antinfettivi per uso sistemico restano la categoria a maggior consumo, ma segnano una contrazione marcata (-21,9%), invertendo la tendenza degli anni precedenti; in calo anche i farmaci dell'apparato respiratorio, mentre crescono quelli del sistema nervoso centrale (SNC), in particolare antiepilettici e psicofarmaci.

Il dato più significativo riguarda proprio gli psicofarmaci: la prevalenza d'uso negli under 18 ha raggiunto lo 0,64% (circa 6,4 bambini su 1.000), con una crescita del 12,1% nell'ultimo anno e un consumo triplicato dal 2016. Gli aumenti più marcati riguardano il metilfenidato per l'ADHD (+28,9%), gli antipsicotici atipici come aripiprazolo (+14,6%) e risperidone (+13,3%), e gli antidepressivi come la sertralina (+9,6%). Il livello resta comunque nettamente inferiore rispetto ad altri Paesi – in Francia la prevalenza è dell'1,61%, negli Usa supera il 24% – ma con forti differenze territoriali: le Regioni del Centro registrano tassi superiori di oltre il 50% alla media nazionale.

Un altro elemento da segnalare è il possibile uso improprio dei farmaci respiratori pediatrici: la prevalenza d'uso è del 17,8%, quasi doppia rispetto alla prevalenza epidemiologica dell'asma (9%). Il dato suggerisce un ricorso frequente a queste terapie anche per infezioni respiratorie acute non asmatiche, e indica la necessità di rafforzare gli interventi formativi rivolti alla pediatria di libera scelta.

Farmaci innovativi, terapie avanzate e farmaci orfani

La spesa per le indicazioni innovative ammesse al Fondo dedicato si è contratta del 19,4% nel 2025, scendendo a 700 milioni di euro, complice sia la naturale scadenza del triennio di innovatività (2023-25) per diverse molecole oncologiche ed ematologiche, sia l’ingresso di nuovi farmaci con innovatività condizionata.

Sono stati invece erogati 1.195 trattamenti con terapie avanzate (ATMP) per 222,6 milioni di euro (+14,5%), tra cui 784 trattamenti CAR-T. Nel corso dell’anno due nuove terapie avanzate hanno fatto il loro ingresso sul mercato per la prima volta: tabelecleucel per malattia linfoproliferativa post-trapianto positiva al virus di Epstein-Barr e etranacogene dezaparvovec per il trattamento dell’emofilia B.

La spesa per i farmaci orfani è salita del 7,9%, a 2,55 miliardi di euro, pari all’8,6% della spesa farmaceutica a carico del SSN. La categoria terapeutica al primo posto sia per spesa che per consumi è quella dei farmaci antineoplastici e immunomodulatori, mentre la più alta incidenza sulla spesa riguarda i farmaci utilizzati per le malattie genetiche e nei linfomi, mielomi e altre malattie onco-ematologiche.

L’Italia nel confronto europeo

Con 750 euro pro capite di spesa farmaceutica totale, l’Italia si colloca sotto Germania (779 euro) e Austria (795 euro), ma di poco sopra Belgio (738 euro) e Spagna (727 euro), e nettamente sopra Polonia, Svezia, Portogallo e Regno Unito. Sul canale delle farmacie territoriali, tutti i Paesi dell’Euro10 presentano prezzi medi superiori a quelli italiani, con la Germania che li supera di oltre il 372%.

“Il Rapporto OsMed continua a rappresentare uno strumento straordinario per comprendere l’evoluzione dell’assistenza farmaceutica nel nostro Paese”, ha dichiarato il Direttore tecnico-scientifico di AIFA, Pierluigi Russo, sottolineando come l’edizione 2025 leghi le dinamiche della spesa ai cambiamenti demografici, alle nuove opzioni terapeutiche e alle differenze territoriali nei consumi.

TAG: OSSERVATORIO SULL'IMPIEGO DEI MEDICINALI (OSMED), AIFA, TIRZEPATIDE, SEMAGLUTIDE, FARMACI DI CLASSE A, SPESA FARMACEUTICA, FARMACI EQUIVALENTI, FARMACI BIOSIMILARI, FARMACI ORFANI, FARMACI INNOVATIVI

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