Formazione
02 Novembre 2021Il benessere delle cavità nasali e dei seni paranasali è garantito da una ottimale ventilazione. La maggior parte delle rinopatie sono caratterizzate dalla congestione nasale. Tale condizione, quindi, pregiudica la normale ventilazione naso-sinusale, chiudendo gli osti di comunicazione e predisponendo il paziente alla rinosinusite.
Dalla rinite...alla rinosinusite
Si parla di sinusite ogni qualvolta vi sia un interessamento flogistico della mucosa di rivestimento dei seni paranasali. Il più delle volte è dovuta alla propagazione di una flogosi nasale ("sinusite rinogena"), tanto che è più giusto definirla "rinosinusite" e può interessare uno o più seni paranasali (mascellare, etmoide anteriore e posteriore, frontale e sfenoidale). Meno frequentemente è secondaria ad una patologia dentale (ascesso apicale, esiti di estrazioni dentali, ecc.) in questo caso è definita "sinusite odontogena", e attraverso il pavimento osseo raggiunge ed infetta la mucosa del seno mascellare; in queste forme le cavità nasali partecipano raramente in prima istanza al processo flogistico.
A seconda della durata dei disturbi, la rinosinusite viene classificata in acuta, e cronica. È definita acuta la patologia nella quale i sintomi persistono non oltre le 12 settimane. Nel concetto di forma acuta è implicito che la sinusopatia deve comunque risolversi con terapia medica, senza danni permanenti della mucosa. Per rinosinusite cronica si intende, invece, un processo flogistico che dura oltre le 12 settimane o che si ripete più volte nel corso dell'anno, con sintomatologia protratta (oltre 10-15 gg), la cui terapia medica non determina la completa guarigione anatomo-patologica (ispessimento della mucosa che può raggiungere gradi notevoli di iperplasia, fino alla formazione di vere e proprie masse polipoidi), confermata dagli studi di imaging.
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