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Formazione

16 Dicembre 2021

Anticorpi contro SARS-CoV-2: due approcci al testing


Nell'ambito degli studi sull'infezione da virus SARS-CoV-2 e sul COVID-19, è emerso che quando si esegue la ricerca degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario contro il virus è necessario fare una distinzione tra quelli che si sono formati in seguito all'infezione naturale e quelli che si sono sviluppati dopo il ciclo vaccinale completo e, di conseguenza, distinguere anche gli approcci di testing per valutare la risposta anticorpale attuale del soggetto.
Ad oggi, circa l'86% della popolazione over 12 ha ricevuto almeno una dose di vaccino e i pazienti fragili hanno già cominciato a ricevere una terza dose e, poiché la risposta anticorpale è soggettiva, sia chi ha contratto il virus sia chi si è vaccinato potrebbe avere necessità di rilevare il proprio stato anticorpale. I test da eseguire sono diversi e, infatti, sono disponibili in farmacia due tipi di test rapido utili nelle due differenti situazioni.


Test differenti per diverse esigenze

Per coloro che potrebbero aver contratto l'infezione negli ultimi mesi o che sono entrati in contatto con persone risultate infette prima delle ultime due settimane, si può utilizzare il test rapido per la rilevazione qualitativa di anticorpi IgG e IgM contro SARS-CoV-2 in campioni di sangue umano.

Le IgM sono generalmente prodotte come prima risposta a una nuova infezione, garantendo una protezione a breve termine; pertanto, la concentrazione di questi anticorpi aumenta per alcune settimane per poi diminuire al termine dell'infezione. Le IgG (contro la proteina Nucleocapside), invece, rappresentano circa il 70-80% delle immunoglobuline del sangue e vengono di solito prodotte più tardi rispetto alle IgM. Per qualche settimana i livelli di IgG tendono ad aumentare per poi stabilizzarsi.

Questo primo tipo di test non è da utilizzare per verificare la risposta immunitaria in seguito a vaccinazione. Esiste infatti, il COVID-19 Neutralising IgG Serological Test che verifica, in campioni umani di sangue, la presenza di anticorpi IgG neutralizzanti SARS-CoV-2 prodotti in seguito alla conclusione del ciclo vaccinale e identifica, nello specifico, le immunoglobuline G neutralizzanti (IgG) contro la regione RBD - Receptor Binding Domain - della proteina Spike del virus. Pertanto, quando si richiede di verificare la risposta immunitaria in seguito a vaccinazione, si può eseguire un self-test sierologico neutralizzante.


Il ruolo della regione RBD della proteina Spike nell'infezione

La proteina Spike è riconosciuta come una delle più importanti nel processo di infezione del virus. Tipicamente ricopre tutta la superficie dei Coronavirus e in particolare del virus SARS-CoV-2. La proteina Spike è suddivisa in due parti: la prima, S1, contiene la regione RBD che le permette di legarsi alla cellula ospite attraverso il recettore ACE2; la seconda, S2, consente invece l'ingresso del virus nella cellula in una seconda fase. Secondo tale evidenza, un anticorpo capace di inibire l'interazione tra la proteina Spike e il recettore ACE2 sarebbe potenzialmente in grado di prevenire l'infezione da coronavirus e, di conseguenza, la malattia associata. Per questo nella ricerca di anticorpi post vaccino è importante effettuare un test che sia specifico contro la regione RBD e non vada a rilevare l'intera regione S1 della proteina Spike.

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