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25 Gennaio 2024

Tumore polmonare: seconda neoplasia negli uomini. Come riconoscerlo e le terapie disponibili

Il tumore polmonare è una delle patologie oncologiche più diffuse, con sintomi spesso confondibili con altre malattie. Ecco come riconoscerlo e quali terapie sono disponibili

di Redazione Farmacista33


Tumore polmonare: seconda neoplasia negli uomini. Come riconoscerlo e le terapie disponibili

Il cancro polmonare è una delle malattie neoplastiche più diffuse a livello globale, con impatti significativi sulla salute pubblica. Si tratta, infatti, della seconda neoplasia più comune negli uomini e della terza nelle donne. Tra i campanelli di allarme, spesso confusi con altre patologie, ci sono la tosse persistente e la presenza di emoafte, cioè catarro con striature rosso vivo. È importante quindi sapere a quali sintomi fare attenzione, ma anche come si diagnostica e quali sono i trattamenti disponibili.

Quali sono i tipi di tumore al polmone
Questa forma di cancro si distingue principalmente in due tipi principali: il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC). Il NSCLC costituisce la maggioranza dei casi, rappresentando l'85%-90%, e comprende sottotipi come il carcinoma a cellule squamose, l'adenocarcinoma e il carcinoma a grandi cellule. D'altra parte, il SCLC è più aggressivo, rappresentando il 10-15% dei tumori polmonari e mostrando una maggiore tendenza a metastatizzare nelle fasi precoci. La stadiazione del tumore del polmone è un elemento chiave nella valutazione della malattia. Si differenzia in base alle caratteristiche istopatologiche e viene valitato considerando l’estensione della malattia. Si divide in quattro stadi, dal tumore non diffuso e resecabile chirurgicamente (stadio I), tumore diffuso a linfonodi e tessuti circostanti, operabile (stadio II), tumore diffuso al torace, linfonodi mediastinici o collo, non operabile (III), fino a quello metastatico (stadio IV), che rende l'intervento chirurgico non possibile.

Cancro polmonare: seconda neoplasia negli uomini e terza nelle donne
Il cancro polmonare è ampiamente diffuso, con stime del 2023 che indicano circa 44.000 nuove diagnosi. La mortalità associata al tumore polmonare nel 2022 è stata stimata a 35.700 decessi. Si tratta della seconda neoplasia più comune negli uomini (15%) e della terza nelle donne (6%). L'età di insorgenza tipica è tra i 55 e i 75 anni, ma si osservano sempre più casi in giovani adulti. I fattori di rischio principali includono il fumo, responsabile dell'80% dei casi di tumore polmonare, mentre il fumo passivo aumenta del 20% le probabilità di sviluppare un tumore del polmone nei coniugi fumatori. L'inquinamento atmosferico, urbano e domestico (radon, asbesto, arsenico nelle acque potabili, additivi alimentari, combustione di carbone e legno) è un altro fattore collegato all’aumento di rischio di sviluppare tumore al polmone. Infine, la familiarità gioca un ruolo se sono presenti casi di tumore del polmone nei parenti prossimi.
Ecco a quali sintomi fare attenzione
Il tumore del polmone spesso sfugge alla rilevazione precoce a causa della sua natura aspecifica. Infatti i sintomi possono essere aspecifici e subdoli da confondersi con altre patologie e spesso si manifestano quando la neoplasia è in stadio avanzato. I segnali a cui prestare attenzione possono includere:
•tosse persistente
•emoftoe (catarro con striature rosso vivo)
•dolore al petto
•dispnea (fiato corto anche per sforzi minimi)
•raucedine
•perdita di peso e debolezza

Due persone su tre con diagnosi di carcinoma polmonare hanno oltre 65 anni; meno del 2% sono i casi giovanili.1 In genere si arriva all’accertamento diagnostico attraverso un controllo occasionale o perché il tumore si è esteso e inizia a dare segni della sua presenza. La prima indagine è la radiografia toracica seguita da un’analisi dell’espettorato. Seguono la broncoscopia (esame piuttosto invasivo), la TAC con mezzo di contrasto e un’eventuale PET con mezzo di contrasto marcato con radioisotopo. A seconda della stadiazione della malattia si può effettuare una scintigrafia ossea e una RMN cerebrale. È fondamentale identificare dall’inizio le caratteristiche molecolari del tumore per orientare la scelta delle diverse opzioni terapeutiche.  

Mutazioni ALK e ROS1, in cosa consistono
Recenti sviluppi nella comprensione delle mutazioni molecolari nel cancro polmonare hanno portato all'identificazione di fusioni oncogeniche come EML4-ALK e ROS1. La presenza di EML4-ALK, riscontrata nel 3-5% dei NSCLC, mentre ROS1 e il suo riarrangiamento si trova approssimativamente nell’1% dei casi di NSCLC ed è mutualmente esclusivo per gli altri riarrangiamenti già noti. Dei circa 1,5 milioni di nuovi casi di NSCLC ogni anno nel mondo, approssimativamente 15.000 possono essere causati da fusioni oncogeniche ROS1.

Per quanto riguarda EML4-ALK, una più alta prevalenza della sua fusione è rilevata nei pazienti che presentano le seguenti caratteristiche: •Adenocarcinoma •Non/deboli fumatori •Età più giovane rispetto ai NSCLC ALK- La proteina di fusione chiamata EML4-ALK deriva da una mutazione del gene ALK che comporta la traslocazione, ovvero lo spostamento di tale gene accanto ad un altro e successiva fusione dei due. La presenza della proteina di fusione EML4-ALK favorisce la crescita tumorale e la metastatizzazione delle cellule neoplastiche.

ROS1, l’altro gene che può mutare o combinarsi con altri geni, è ancora in fase di studio quale sia la sua normale funzione nell’uomo. E’ un gene localizzato sul cromosoma 6 il cui prodotto oncogenico è un recettore transmembrana ad attività tirosin chinasica. La terapia target, focalizzata su alterazioni genetiche specifiche come quelle di ALK e ROS1, rappresenta una frontiera avanzata nella medicina personalizzata. Questo approccio non solo aumenta l'efficacia della terapia ma migliora significativamente la qualità di vita dei pazienti. Trattamenti terapeutici, quali disponibili
Il trattamento del cancro polmonare varia a seconda del tipo e della fase della malattia. In generale, nel tumore a piccole cellule SCLC, l’approccio standard prevede cicli di chemioterapia e radioterapia, raramente si opera. Mentre la chirurgia è spesso la scelta principale per il NSCLC. In fase iniziale, chirurgia e la chemioterapia spesso associata alla radioterapia sono i protocolli scelti, invece, la terapia farmacologica, inclusa la chemioterapia, le terapie target e l'immunoterapia, è prevalente nelle fasi avanzate o metastatiche.

La terapia target, mirata nei confronti di una specifica alterazione genetica, rappresenta oggi la frontiera più avanzata nello sviluppo della medicina personalizzata. I vantaggi rispetto alle terapie tradizionali sono notevoli in quanto non solo aumenta l’efficacia della terapia ma migliora sensibilmente anche la qualità di vita dei pazienti. Recentemente l’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, ha autorizzato la rimborsabilità di Lirlatinib (inibitore della tirosin-chinasi) per pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare NSCLC in stadio avanzato Alk positivo. In conclusione, il cancro polmonare rappresenta una sfida significativa per la salute globale. Con una comprensione sempre più approfondita delle sue caratteristiche molecolari e delle nuove prospettive terapeutiche, c'è speranza per migliorare la diagnosi precoce e la gestione della malattia, portando a una maggiore sopravvivenza e qualità di vita per i pazienti affetti.

TAG: PFIZER, NEOPLASIE DEL POLMONE, CARCINOMA DEL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE

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