Infermieri
15 Maggio 2026Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti del Mur che riformano la formazione infermieristica specialistica. Dal 2026/2027 attive tre nuove lauree magistrali in area territoriale, pediatrica ed emergenza-urgenza. Prevista per gli infermieri specialisti la prescrizione di presidi, ausili e tecnologie assistenziali collegati al piano di cura.

Cambia la formazione universitaria infermieristica e si apre l’accesso, per gli infermieri specialisti, alla prescrizione di trattamenti assistenziali (presidi sanitari, ausili, tecnologie specifiche) o altri strumenti necessari a garantire continuità e sicurezza delle cure. È quanto prevede la riforma contenuta dei decreti del Ministero dell’Università e della Ricerca pubblicati in Gazzetta Ufficiale che istituiscono tre nuove lauree magistrali in Scienze infermieristiche specialistiche.
Dall’anno accademico 2026/2027, spiega la Fnopi, saranno attivi i corsi in Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, e Cure intensive e nell’Emergenza.
I nuovi percorsi formativi puntano a sviluppare competenze cliniche avanzate nei principali setting assistenziali: territorio, area materno-infantile e area critica. L’obiettivo è formare professionisti in grado di gestire percorsi assistenziali complessi, attività di presa in carico e continuità delle cure, con un ruolo sempre più integrato nei team multiprofessionali.
Il percorso in Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità è orientato soprattutto all’assistenza territoriale e alla gestione della cronicità. Il profilo specialistico sarà focalizzato sulla presa in carico di persone, famiglie e comunità, con competenze che riguardano prevenzione, educazione sanitaria, fragilità, disabilità, continuità assistenziale e integrazione con la rete dei servizi territoriali, in linea con lo sviluppo dell’assistenza di prossimità previsto dal DM 77.
La laurea specialistica in Cure neonatali e pediatriche formerà invece infermieri dedicati alla presa in carico di neonati, bambini, adolescenti e giovani adulti, sia in condizioni fisiologiche sia in presenza di patologie acute, croniche o situazioni di vulnerabilità sociale.
Il percorso in Cure intensive e nell’Emergenza sarà rivolto alla gestione di pazienti in condizioni di instabilità clinica o potenziale instabilità, nei contesti di area critica intra ed extraospedaliera. In questo ambito il decreto richiama competenze avanzate nella gestione dei percorsi assistenziali complessi, nella leadership clinica, nella consulenza ai colleghi e nella capacità di operare in contesti ad alta intensità di cura.
Tra gli aspetti più rilevanti della riforma c’è il riconoscimento, per gli infermieri specialisti, della possibilità di prescrivere trattamenti assistenziali collegati al piano di cura infermieristico. La prescrizione riguarda presidi sanitari, ausili, dispositivi e tecnologie assistenziali necessari a garantire continuità e sicurezza delle cure nei diversi ambiti specialistici previsti dal decreto. Non si tratta invece di prescrizione farmacologica o diagnostica, che resta di competenza medica.
La riforma rafforza anche la componente pratica della formazione. I nuovi corsi prevedono infatti almeno 30 crediti formativi universitari dedicati ad attività professionalizzanti coerenti con l’area specialistica scelta. I tirocini potranno svolgersi in strutture ospedaliere, territoriali, universitarie, istituti di ricerca e altri servizi sanitari, con spazio anche a laboratori, simulazione clinica, strumenti digitali e attività orientate allo sviluppo di competenze avanzate.
Fonte:
ph.cr. magnfici
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