Ipertensione
15 Maggio 2026In occasione della Giornata mondiale dell’ipertensione del 17 maggio, l’Iss richiama l’attenzione sul controllo ancora insufficiente della pressione arteriosa: molti pazienti non sanno di avere valori elevati e una quota rilevante continua a presentare pressione non controllata nonostante la terapia.

In Italia la pressione alta riguarda una quota rilevante della popolazione adulta (37% degli uomini e 23% delle donne), ma il dato più critico è il controllo ancora insufficiente dell’ipertensione. Tra le persone con valori elevati o già in terapia, una quota consistente non sa di avere una pressione non controllata (41% degli uomini e 31% delle donne), e tra i pazienti trattati molti continuano ad avere valori pressori elevati nonostante la terapia (23% e 35%). Solo una minoranza degli ipertesi riesce a mantenere livelli pressori nella norma (24% degli uomini e 19% delle donne). Il problema, quindi, non è soltanto curare l’ipertensione, ma intercettarla precocemente e mantenerla sotto controllo nel tempo anche attraverso strumenti di telemedicina. A mettere in evidenza le criticità sono i dati pubblicati dall’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata Mondiale dell’Ipertensione del 17 maggio.
I dati sono stati aggiornati nell’ambito dell’indagine nazionale periodica, Italian Health Examination Survey - Progetto CUORE, che monitorata la pressione arteriosa della popolazione attraverso misurazioni effettuate in campioni casuali di persone di età compresa tra i 35 e i 74 anni residenti in Italia.
“Nonostante si osservi un tendenziale miglioramento rispetto a 15 anni fa- scrive l’Iss - una quota significativa della popolazione adulta italiana continua a presentare valori elevati di pressione arteriosa o è in trattamento per l’ipertensione”.
Dai dati preliminari 2023–2025, relativi a 17 Regioni distribuite nel Nord, Centro e Sud, emerge, una media della pressione massima pari a 134 mmHg negli uomini e 126 mmHg nelle donne e quella minima 79 mmHg negli uomini e 75 mmHg nelle donne.
La percentuale di adulti con pressione arteriosa elevata (uguale oppure superiore a 140/90 mmHg) resta significativa: 37% degli uomini e 23% delle donne.
“Una quota consistente della popolazione adulta convive con valori di pressione arteriosa elevati, spesso senza che ne sia consapevole - osserva Chiara Donfrancesco, ricercatrice del Dipartimento malattie cardiovascolari dell’Iss e responsabile dell’indagine. - Per questo è fondamentale promuovere un monitoraggio periodico della pressione arteriosa e sensibilizzare la popolazione a seguire i suggerimenti sugli stili di vita e le prescrizioni farmacologiche del medico”.
Dai dati emerge un ulteriore elemento critico: una parte rilevante delle persone ipertese non è trattato o se trattato risulta avere comunque pressione elevata. Tra coloro che hanno pressione elevata o sono in terapia una quota consistente non è consapevole di poter avere problemi di controllo della pressione (41% degli uomini e il 31% delle donne), una parte è consapevole ma non è in trattamento farmacologico (il 12% degli uomini e il 15% delle donne), un’altra parte è in trattamento ma presenta comunque livelli di pressione elevati (il 23% degli uomini e il 35% delle donne), e solo una quota minoritaria degli ipertesi risulta avere livelli pressori non elevati (il 24% degli uomini e il 19% delle donne).
L’indagine 2023-2025 è promossa dal Ministero della Salute e dalla Joint Action europea Jacardi, coordinata dall’Istituto superiore di sanità e dedicata alla prevenzione di malattie cardiovascolari e diabete. L’iniziativa, attraverso 143 progetti pilota attivi in tutta Europa, promuove interventi lungo l’intero percorso di salute, dalla prevenzione primaria alla diagnosi precoce, dalla gestione clinica al self-management, integrando inoltre strumenti digitali, telemedicina e approcci orientati all’equità e alla sostenibilità.
“In questo contesto- sottolinea Benedetta Armocida, referente europea per il progetto Jacardi- le indagini di popolazione come la Health Examination Survey – Progetto Cuore rappresentano uno strumento strategico di sanità pubblica, poiché consentono di monitorare nel tempo lo stato di salute della popolazione attraverso dati misurati direttamente, supportando la programmazione sanitaria, le politiche di prevenzione e la valutazione degli obiettivi di salute pubblica a livello nazionale ed europeo”.
Fonte:
ph.cr. magnific
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