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05 Febbraio 2024

Morbillo: nel Lazio aumento di contagi in adulti e la Regione invita sanitari a vaccinarsi

Nel Lazio aumento dei casi di morbillo in over 30, ma le misure di prevenzione contro Covid in ospedale limitano la diffusione tra i sanitari. La Regione però invita a vaccinarsi

di Redazione Farmacista33


Morbillo: nel Lazio aumento di contagi in adulti e la Regione invita sanitari a vaccinarsi

Un aumento dei pazienti adulti che contraggono il morbillo, in particolare con età media di 35/36 anni si sta verificando nella Regione Lazio; tuttavia, le misure di prevenzione in strutture di cura e ospedaliere contro covid limitano la diffusione ai “casi secondari”, cioè sanitari e utenti che vengono a contatto col malato. Lo ha sottolineato Emanuele Nicastri, direttore dell'unità di Malattie infettive ad alta intensità di cura dell'ospedale Spallanzani di Roma, commentando, su diverse testate locali, la circolare emanata dalla Regione Lazio per rinnovare agli operatori sanitari le raccomandazioni di prevenzione, controllo e l’invito a vaccinarsi.

Adulti over 30 con morbillo: fino al 2017 la vaccinazione non era obbligatoria
"Da dicembre è in atto una ripresa sensibile dei casi di morbillo tra gli adulti ma va detto anche che le misure di prevenzione che si stanno adottando nelle strutture di cura e ospedaliere per fronteggiare il Covid, ossia l’uso delle mascherine e la frequente igiene delle mani, stanno impedendo i cosiddetti 'casi secondari', quelli che si verificano in primis tra i sanitari e gli altri utenti che vengono in contatto con il malato". La vaccinazione è consigliata "a tutti coloro che non lo hanno fatto o non hanno sviluppato gli anticorpi, e che lavorano in ambienti sanitari". Così, in un’intervista su 'Il Messaggero', Nicastri, commenta la circolare emanata dalla Regione Lazio per rinnovare agli operatori sanitari le raccomandazioni di prevenzione e soprattutto l'invito alla vaccinazione rispetto a una delle malattie più contagiose.
"Ha fatto bene la Regione a emanare la circolare che - sottolinea ancora Nicastri - di fatto è un warning ad alzare ancora di più la guardia per prevenire focolai ed epidemie". E sui casi tra gli adulti: "Si tratta di malati con età media di 35/36 anni. Questo perché fino al 2017 il vaccino contro il morbillo non era obbligatorio. La circolare ministeriale poi introducendolo è andata a ritroso nella popolazione fino al 2000. Ma abbiamo la quasi totalità della popolazione nata negli anni ‘90 che non ha sviluppato gli anticorpi, a meno che non abbia già avuto la malattia”.
Casi di morbillo e rosolia nel 2023, il 90% non era vaccinato
In Italia, secondo gli ultimi dati condivisi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 1 gennaio al 31 agosto 2023, sono stati segnalati al sistema di sorveglianza integrata morbillo-rosolia, coordinata dal Dipartimento malattie infettive dell’ISS, nove casi confermati di morbillo e due casi possibili, da nove Regioni. L’età mediana dei casi è 35 anni (range 1-47 anni) e l’incidenza più elevata si osserva nella fascia di età 0-4 anni, seguita dalla fascia 15-39 anni. Il 90% era non vaccinato al momento del contagio. Non solo, infatti, un caso confermato in un adulto ha sviluppato una cheratocongiuntivite. Nello stesso periodo di osservazione, sono stati segnalati un caso confermato di rosolia e un caso possibile, entrambi in bambini ≤6 anni di età, di cui uno non vaccinato e l’altro vaccinato con una sola dose.

Il morbillo: cos’è, quali sintomi porta e come si cura
Il morbillo, spiega l’ISS, è una malattia infettiva causata da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramyxoviridae), molto contagiosa e colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile, come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Il contagio avviene tramite le secrezioni nasali e faringee, probabilmente per via aerea tramite le goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria quando il malato tossisce o starnutisce.
Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita.

Il morbillo provoca principalmente un’eruzione cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina e dura tra i 10 e i 20 giorni.
I primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore (tosse secca, naso che cola, congiuntivite) con una febbre che diventa sempre più alta. Successivamente appaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca, l’eruzione cutanea composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo. L’eruzione dura da 4 a 7 giorni e scompare a cominciare dal collo.

Le complicazioni sono relativamente rare, ma il morbillo è responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.

Non esiste una cura specifica, si possono trattare i sintomi con paracetamolo per abbassare la febbre, sciroppi per la tosse, gocce per gli occhi. Tuttavia, è disponibile, per prevenire la malattia, il vaccino sotto forma di un complesso vaccinale contro il morbillo, la parotite e la rosolia (Mpr).

La prima dose del Mpr viene consigliata prima del 24° mese di vita, preferibilmente al 12-15° mese, con un richiamo verso 5-6 anni o 11-12 anni. Fino al 6°-9° mese, il neonato può essere protetto dagli anticorpi che gli vengono dalla madre se questa è immunizzata.


Per saperne di più:
https://www.epicentro.iss.it/morbillo/aggiornamenti
https://ordinemedicilatina.it/spallanzani-morbillo-a-roma-e-nel-lazio-da-dicembre-aumento-sensibile-dei-casi/
https://www.epicentro.iss.it/morbillo/morbillo


TAG: FARMACI, OSPEDALE LAZZARO SPALLANZANI, ISTITUTO SUPERIORE DI SANITà, MORBILLO, LAZIO, ISS

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