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22 Maggio 2024

Farmaci equivalenti, farmacisti riferimento per cittadini: obbligatorio proporli, necessario parlarne

Presentati oggi al Ministero della Salute i dati della campagna Ioequivalgo, con il contributo non condizionato di Egualia: i cittadini hanno versato di tasca propria 1.029 milioni di euro di differenziale di prezzo per ritirare il brand off patent invece dell’equivalente

di Francesca Giani


Farmaci equivalenti, farmacisti riferimento per cittadini: obbligatorio proporli, necessario parlarne

Nel 2023 i cittadini hanno versato di tasca propria 1.029 milioni di euro di differenziale di prezzo per ritirare il brand off patent invece dell’equivalente. E, in generale, la spesa per la compartecipazione del ticket risulta generalmente più elevata nelle Regioni a basso reddito. Al momento dell’acquisto di un equivalente quasi due italiani su tre (64%) si affida alle indicazioni del medico, soprattutto tra gli over 64 e i residenti nel Nord-Est, ma cresce la fiducia nelle indicazioni del farmacista, soprattutto tra i giovani. Sono alcuni dei dati che sono emersi nel corso dell’evento “Farmaci equivalenti: conoscere per scegliere” promosso da Cittadinanzattiva, nell’ambito della campagna Ioequivalgo, con il contributo non condizionato di Egualia, che si è tenuto oggi al Ministero della Salute. 

Equivalenti, Gemmato: valuteremo campagne. Cittadini possono risparmiare
«I cittadini» è stato l’intervento di Marcello Gemmato sottosegretario alla Salute, «con l’uso degli equivalenti risparmierebbero 1,1 miliardi di euro - che oggi spendono per l'acquisto di farmaci brand - su un totale di circa 40 miliardi di spesa di tasca propria per tutte le voci della sanità. Con una tendenza che risulta maggiore nelle regioni a più basso reddito e al Sud. In termini di risorse liberate, poi, per il Ssn il risparmio sarebbe invece di 6 miliardi l'anno». Sull'utilizzo dei farmaci equivalenti «l'Italia è indietro rispetto ai Paesi Ue, con resistenze dei cittadini che sono ancora forti. Eppure» ribadisce Gemmato «non c'è motivo per non usarli, in quanto questi farmaci hanno lo stesso principio attivo e la stessa efficacia dei loro originator». Da parte nostra «valuteremo l'avvio di una campagna di comunicazione per sensibilizzare all’uso degli equivalenti» e anche da parte di Marco Cossolo, presidente di Federfarma, è stata annunciata «una nuova circolare ai farmacisti per ricordare l'obbligo di proporre gli equivalenti ma anche per sottolineare l'importanza della corretta comunicazione ai cittadini in merito all'efficacia e caratteristiche di tali medicinali». 

Cresce fiducia nelle indicazioni dei farmacisti, soprattutto tra i giovani
Interessanti i dati che emergono dalle ricerche presentate: ad indagare la predisposizione degli italiani è l’indagine SWR, che aggiorna una precedente rilevazione del 2021. In generale, l’atteggiamento degli italiani rispetto alle questioni sanitarie risulta più o meno inalterato: il 56% del campione si dichiara attento alla salute, il 52% fa regolamene esami di routine (61% over 64), la maggioranza dichiara di stare bene (44%) o molto bene (37%). In merito ai farmaci equivalenti, il 72% del campione risulta essere ben informato, dichiarando di averne sentito parlare dal farmacista (58%) o dal medico (41%): l’83% del campione sa che l’equivalente contiene lo stesso principio attivo del brand, il 69% che contiene la stessa quantità di farmaco, ma per quasi un quarto della popolazione generici ed equivalenti non sono la stessa cosa. E quasi il 30% degli intervistati continua ad avere dubbi sul fatto che abbiano la stessa efficacia.
Un aspetto interessante è poi che al momento dell’acquisto quasi due italiani su tre (64%) si affidano alle indicazioni del medico, soprattutto tra gli over 64 e i residenti nel Nord-Est, ma c’è una fiducia crescente nelle indicazioni del farmacista (23%), soprattutto tra i giovani. Focus anche sulle abitudini prescrittive dei medici: il 20% del campione dice che il medico in ricetta indica solo il farmaco di marca; il 36% che indica il principio attivo e il farmaco di marca; solo il 31% riferisce che il medico indica solo il principio attivo lasciando al paziente la scelta tra equivalente e brand. Il 47% del campione si dice comunque orientato ad acquistare un farmaco equivalente, il 34% il farmaco consigliato dal medico o dal farmacista e il 19% il farmaco di marca.
Come emerge poi dall’ultimo Report realizzato dal Centro Studi di Egualia, nel 2023, il ricorso alle cure equivalenti continua ad essere privilegiato al Nord (rappresenta il 39,8% delle confezioni vendute) rispetto al Centro (29%) e al Sud (23,7%), a fronte di una media Italia del 32%. L’incidenza maggiore di consumo è nella P.A. di Trento (44,7%), in Friuli Venezia Giulia (41,9%), in Piemonte (40%). In coda per consumi di equivalenti sono Sicilia (22,7%), Campania (21,9%), Calabria (21,7%)

Le proposte per incentivarne l’uso: formazione e monitoraggio clausola non sostituibilità
Nel corso dell’evento, da parte di Cittadinanzattiva sono anche state presentate alcune proposte: tra queste quelle di sviluppare piani formativi dedicati al tema dei farmaci equivalenti all’interno dei corsi di laurea in Farmacia, Medicina e chirurgia e infermieristica e di potenziare i corsi di formazione ECM sul valore dei farmaci equivalenti e sulla gestione ottimale di questa risorsa come valore clinico ed economico per il cittadino e il SSN. Dal punto di vista della gestione tecnica della prescrizione, aiuti potrebbero arrivare dall’estendere l’utilizzo della ricetta elettronica ad ogni medico convenzionato con il SSN ed operante nei vari setting assistenziali pubblici e privati convenzionati; avviare un confronto a livello di Regioni sull’eventuale uso eccessivo o inappropriato della “non sostituibilità”; promuovere un Tavolo Tecnico a livello regionale con il coinvolgimento di medici, farmacisti, infermieri, Distretti sanitari, rappresentanti delle società scientifiche e delle organizzazioni civiche e di pazienti al fine di avviare azioni sinergiche per migliorare l’accesso ai farmaci equivalenti sul territorio a partire dai dati di monitoraggio/comportamento cittadini. 
Infine, in merito alla campagna Ioequivalgo avviata da Cittadinanzattiva dal 2016, nelle cinque edizioni che si sono susseguite, emerge che sono state raggiunte tutte le regioni d’Italia grazie ai villaggi allestiti nelle piazze e negli atenei dove le persone hanno potuto ricevere informazioni attraverso il colloquio diretto con professionisti della salute, i leaflet e il sito web http://www.ioequivalgo.it e soprattutto attraverso l’app.

TAG: FARMACI GENERICI, FARMACI EQUIVALENTI, EGUALIA, FARMACISTI

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