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12 Giugno 2024Le associazioni di parafarmacie e il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti tornano sul tema delle liberalizzazioni del settore per dare maggiore forza alla farmacia dei servizi e offrire maggiori opportunità di carriera per i giovani farmacisti

Affinché la nuova farmacia dei servizi possa funzionare ed essere efficiente e capillare, è necessario liberalizzare il settore, favorendo l'apertura di nuove sedi e offrendo anche maggiori opportunità di carriera per i giovani, che attualmente, non ritengono più attrattiva la professione e non s’iscrivono alle Facoltà di Farmacia. Questo il punto di vista espresso in un comunicato congiunto, delle associazioni di parafarmacie (Confederazione Unitaria Libere Parafarmacie Italiane - Federazione Farmacisti e Disabilità Onlus - Unione Nazionale Farmacisti Titolari di sola Parafarmacia) e del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti.
Liberalizzare il settore e aprire nuove farmacie
Le associazioni esprimono un parere positivo sulla "farmacia dei servizi", ritenendo che, “una volta radicata capillarmente sul territorio, essa possa fornire un valido supporto alla cittadinanza per eseguire esami e prenotazioni per via telematica”.
Ma perché possa funzionare “è necessario un radicale cambiamento nel settore, poiché i farmacisti stessi dovranno erogare e gestire questi nuovi servizi”. E il primo passaggio è “innanzitutto liberalizzare la professione di farmacista”.
Per le associazioni, il sistema ereditario di titolarità “non può garantire una gestione meritocratica adeguata ad affrontare le nuove sfide poste dalla farmacia dei servizi”. Inoltre, sostengono che a “oggi mancano migliaia di sedi farmaceutiche sul territorio, non assegnate nell’ultimo concorso del 2012” e che “solo una piccola percentuale delle farmacie esegue i servizi richiesti, e la carenza cronica di personale impedisce a molte di fornire tali servizi”.
“Per creare una farmacia dei servizi efficiente e capillare, è necessario liberalizzare il settore, favorendo l'apertura di nuove sedi” e il modello evocato dalle associazioni è quello tedesco, in cui “le farmacie, gestite da farmacisti, fatturano il triplo rispetto a quelle italiane, assumono il doppio dei farmacisti e offrono stipendi tre volte maggiori (fonte: Mediobanca 2022)”.
Opportunità per farmacisti giovani e competenti
Quattro i vantaggi della liberalizzazione indicati dalle associazioni a cominciare dalla capillarità dei servizi. Inoltre, “permetterebbe ai farmacisti più competenti di emergere, migliorando la qualità complessiva dei servizi offerti e riducendo i costi per la popolazione”. Ci sarebbero “opportunità per i giovani: la liberalizzazione delle aperture comporterebbe maggiori opportunità di carriera per i giovani, che attualmente, non ritengono più attrattiva la professione e non s’iscrivono alle Facoltà di Farmacia”. Infine, “liberalizzare il settore stimolerebbe l'innovazione e la crescita, rendendo il sistema farmaceutico più dinamico e competitivo”. Anche l’Università “dovrà adeguare la propria proposta formativa modificando i programmi senza però snaturare la formazione di base”. Inoltre, “sarebbe opportuno dare almeno la possibilità ai farmacisti titolari di parafarmacia, già radicati sul territorio e collegati telematicamente al sistema sanitario nazionale, di diventare fornitori di questi servizi in maniera privata e a costo zero per lo Stato, allargando la base dell’offerta”.
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