Formazione
04 Luglio 2024Oggi nel corso dell’Assemblea di Farmindustria, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Annamaria Bernini, e il Presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, hanno firmato un Memorandum of Understanding (Protocollo d’Intesa) tra MUR, CRUI e Farmindustria

Con l’obiettivo di rafforzare la partnership tra settore pubblico e privato ministero dell'Università, Farmindustria e Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) collaboreranno per favorire la formazione di professionalità altamente qualificate e specializzate valorizzare talenti presenti nelle università. Lo prevede un Memorandum of Understanding (Protocollo d’Intesa) tra MUR, CRUI e Farmindustria firmato oggi nel corso dell’Assemblea di Farmindustria dal il Ministro dell’Università e della Ricerca, Annamaria Bernini, e il Presidente di Farmindustria, Marcello Cattani
Il Protocollo, attraverso la collaborazione fra le imprese farmaceutiche e le istituzioni universitarie presenti sul territorio italiano ed estero intende favorire la formazione di professionalità altamente qualificate e specializzate, in particolare nelle discipline STEM, attraverso la promozione della partecipazione delle imprese alle attività formative universitarie, post-universitarie (scuole di specializzazione, master e dottorati industriali) e alla didattica integrativa. Altro obiettivo è evitare la cosiddetta fuga di cervelli trattenendo e valorizzando i talenti presenti nelle università e nelle imprese italiane e attrarre quelli all’estero. Infine, supportare, nell’ambito del nuovo Piano Mattei per rafforzare la cooperazione con l’Africa, iniziative per la formazione e lo sviluppo di competenze, e progetti congiunti tra imprese e istituzioni in materia di ricerca applicata e innovazione nell’ambito delle Scienze della Vita.
"E' un accordo di collaborazione in cui crediamo molto e riguarda le materie Stem e i percorsi sempre più innovativi e adatti ai bisogni del mercato del lavoro - ha sottolineato Bernini a margine dell’evento - La formazione deve essere vocazionale, ma la vocazione deve avere un aggancio con la realtà. La nostra università deve essere in grado di captare il cambiamento. Poi c'è il tema dei dottorati innovativi di ricerca, li cofinanziamento, e questo consente di ridurre al minimo lo spazio tra la fine della formazione e l'inizio del lavoro. Questo permetterà di tenere i cervelli e di farne arrivare altri da noi".
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