Fumo
06 Settembre 2024Un nuovo studio, pubblicato su Pharmacy Practice, evidenza il potenziale ruolo delle farmacie di comunità nel contribuire efficacemente alla lotta contro il fumo, con ripercussioni positive sia per i singoli pazienti che per la salute pubblica in generale

Il fumo di tabacco è una delle principali cause di malattie prevenibili e mortalità a livello globale e nonostante le ampie campagne di sensibilizzazione e i progressi nella prevenzione, il fumo continua a rappresentare una sfida significativa per la salute pubblica. In questo contesto, i farmacisti di comunità, grazie alla loro accessibilità e alla frequente interazione con i pazienti, possono svolgere un ruolo cruciale nel supportare la cessazione del fumo, come mostra uno studio condotto nelle farmacie del Belgio. Un nuovo studio, pubblicato su Pharmacy Practice, evidenza il potenziale ruolo delle farmacie di comunità nel contribuire efficacemente alla lotta contro il fumo, con ripercussioni positive sia per i singoli pazienti che per la salute pubblica in generale.
Lo studio, condotto tra maggio e giugno 2021 su 300 fumatori, ha visto i farmacisti impegnati in un dialogo mirato a comprendere le abitudini al fumo dei soggetti e le difficoltà nei precedenti tentativi di cessazione. Durante questi incontri, i farmacisti hanno utilizzato tecniche di ascolto attivo e comunicazione empatica per creare un ambiente di fiducia, in cui il paziente si sentisse libero di esprimere le proprie preoccupazioni e motivazioni. Sono state fornite informazioni personalizzate sui rischi del fumo e sui benefici della cessazione, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e rafforzare la determinazione a smettere. Il percorso includeva anche la presentazione di opzioni terapeutiche, come le terapie sostitutive della nicotina, e consigli pratici per affrontare le sfide dell’astinenza. Il farmacista, oltre a guidare il paziente attraverso questo processo decisionale, registrava l'esito del colloquio e monitorava l'andamento del paziente nel tempo, in modo da poter intervenire ulteriormente se necessario. Questo monitoraggio permetteva di valutare l'efficacia dell'intervento e di offrire un supporto continuo, rafforzando la motivazione del paziente nel lungo periodo.
I risultati dello studio hanno mostrato che il 67,7% dei fumatori coinvolti è stato motivato a smettere di fumare dopo il colloquio con il farmacista. Di questi, il 33% ha acquistato un aiuto per la cessazione del fumo il giorno stesso dell'intervento, percentuale che è aumentata al 36,7% dopo 90 giorni e al 39,3% dopo 180 giorni. Un dato significativo emerso è anche la riduzione dell'uso di farmaci per la tosse e di inalatori per malattie respiratorie tra i fumatori motivati a smettere. Entro 90 giorni dall'intervento, l'uso di farmaci per la tosse è diminuito del 63% (odds ratio di 0,37), e l'uso di inalatori del 63% (odds ratio di 0,37), rispetto ai fumatori non motivati. Questi effetti benefici sono stati osservati fino a 180 giorni, con una diminuzione del 54% nell'uso di inalatori (odds ratio di 0,46).
Lo studio dimostra come un semplice colloquio motivazionale condotto da un farmacista possa avere un impatto significativo sulla motivazione dei fumatori a smettere e sui benefici per la salute a breve termine. Il farmacista, attraverso un approccio empatico e personalizzato, è riuscito a instaurare un dialogo costruttivo con i pazienti, aiutandoli a prendere consapevolezza dei rischi del fumo e dei vantaggi della cessazione. Implementare tali interventi su scala più ampia potrebbe avere un impatto significativo sulla salute pubblica, riducendo i costi sanitari e migliorando la qualità della vita dei pazienti.
Fonte:
https://pharmacypractice.org/index.php/pp/article/view/2976
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