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11 Settembre 2024

Ipertensione, monitoraggio remoto fatto dal farmacista ottimizza efficacia dei farmaci

Un recente studio ha dimostrato che l’ipertensione resistente o difficile da controllare, migliora entro 12 mesi grazie all'uso di un monitoraggio remoto associato all'interazione con i farmacisti

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


misurazione pressione farmacisti

Un recente studio, presentato all'American Heart Association's Hypertension Scientific Sessions 2024, ha dimostrato che fino al 74% dei pazienti con ipertensione resistente o difficile da controllare, ha migliorato il controllo della propria pressione sanguigna entro 12 mesi grazie all'uso di un sistema di monitoraggio remoto Bluetooth associato all'interazione con i farmacisti.

Il programma ConnectedCare365 Hypertension Management, implementato in Pennsylvania centrale e nord-orientale, ha coinvolto 205 pazienti con un'età media di 62 anni e pressione sanguigna superiore a 140/90 mmHg. Questi pazienti, già in cura presso cliniche specializzate in patologie renali, hanno ricevuto dispositivi di monitoraggio remoto che trasmettevano automaticamente i dati al centro di monitoraggio centrale. Grazie alla collaborazione tra medici e farmacisti, i dati raccolti venivano utilizzati per ottimizzare i trattamenti farmacologici, migliorando così l'efficacia delle cure.

Il 74% dei pazienti migliora il controllo della pressione sanguigna entro 12 mesi. 

A sei mesi dall'inizio del programma, il 67% dei pazienti aveva già raggiunto un controllo della pressione arteriosa inferiore a 140/90 mm Hg, mentre il 74% ha ottenuto lo stesso risultato entro un anno. La riduzione della pressione sistolica è stata costante, con una media di 3,3 mmHg al mese nei pazienti con valori iniziali superiori a 150/90 mm Hg e di 2,4 mmHg al mese in quelli con valori tra 140/90 e 149/99 mmHg. 

Sinergia tra medico e farmacista riduce ospedalizzazione e costi sanitari

I farmacisti non si sono limitati a fornire consigli generici ai pazienti, ma hanno potuto accedere ai dati trasmessi dai dispositivi di monitoraggio remoto in tempo reale. In questo modo, hanno potuto intervenire rapidamente per adeguare i farmaci, evitando i ritardi che spesso si verificano quando i dati raccolti a domicilio non arrivano tempestivamente al medico. Grazie a queste interazioni, è stata registrata una riduzione aggiuntiva della pressione sistolica di 1,3 mmHg al mese. Le modifiche nei farmaci si sono rivelate necessarie per il 46% dei pazienti, mentre il 37% ha iniziato nuove terapie. Il programma ha portato così a una riduzione dei ricoveri ospedalieri rispetto ai 12 mesi precedenti, dimostrando un impatto positivo non solo sul controllo della malattia, ma anche sui costi sanitari. 

Un modello efficace per la gestione della pressione sanguigna nei pazienti ad alto rischio

Secondo gli esperti, il successo del programma si deve soprattutto alla collaborazione tra medici e farmacisti, supportata dal monitoraggio remoto. Chang, uno degli autori dello studio, ha sottolineato che questo modello di gestione condivisa è in grado di ridurre i ritardi nell'adeguamento delle terapie, migliorando così il controllo della pressione sanguigna e coinvolgendo i pazienti in modo più attivo nella gestione della propria salute.

Questo modello potrebbe diventare un'alternativa efficace e accessibile per i pazienti ad alto rischio, garantendo non solo una migliore gestione dell'ipertensione, ma anche una riduzione dei ricoveri ospedalieri e dei costi complessivi legati alla malattia.

Fonte:

https://newsroom.heart.org/news/remote-monitoring-and-pharmacist-helped-improve-hard-to-control-blood-pressure?preview=dbe4&preview_mode=True

TAG: IPERTENSIONE ARTERIOSA, MONITOR DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

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