Cardiologia
30 Settembre 2024La Società Europea di Cardiologia lancia nuove raccomandazioni con un approccio che combina farmaci, prevenzione e promozione di stili di vita sani

Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte a livello globale, con oltre 20 milioni di decessi all'anno. In Italia, oltre il 40% dei decessi è dovuto a queste patologie, con circa 230.000 morti registrate ogni anno. Inoltre, le malattie cardiovascolari sono anche la prima causa di disabilità permanente e circa cinque italiani ogni mille convivono con una forma di invalidità causata da problemi cardiovascolari. In questo scenario la Società Europea di Cardiologia lancia nuove raccomandazioni con un approccio che combina farmaci, prevenzione e promozione di stili di vita sani.
Tra i principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, l'ipertensione arteriosa si distingue per la sua diffusione e gravità. Colpisce oltre il 60% della popolazione adulta e, se non adeguatamente controllata, può provocare gravi conseguenze come infarto del miocardio, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, ictus e insufficienza renale.
Per affrontare questo rischio, la Società Europea di Cardiologia (ESC) ha introdotto nuove linee guida che definiscono i parametri per intervenire con terapie specifiche. Le nuove direttive includono i valori target raccomandati per il trattamento, i farmaci da utilizzare e le strategie per raggiungere gli obiettivi terapeutici.
Secondo Domenico Gabrielli, Direttore di Cardiologia dell'Ospedale San Camillo di Roma, "la prevenzione è determinante" nella gestione delle patologie cardiovascolari. Tra le novità delle linee guida, spicca il cambiamento nell'obiettivo terapeutico: i valori di pressione sistolica raccomandati sono ora compresi tra 120 e 129 mmHg, se tollerati dal paziente. Questo rappresenta una variazione significativa rispetto al passato, quando si mirava inizialmente a valori inferiori a 140/90 mmHg. "Questo cambiamento – sottolinea Gabrielli – è dovuto alle evidenze che dimostrano come una riduzione più intensiva dei valori pressori possa ridurre ulteriormente il rischio di eventi cardiovascolari".
Oltre all'aspetto farmacologico, le nuove linee guida puntano anche alla modifica dello stile di vita. Stefania Di Fusco, Chairperson Area Prevenzione Cardiovascolare ANMCO e Dirigente medico presso la Cardiologia Clinica e Riabilitativa dell'Ospedale San Filippo Neri, evidenzia l'importanza di limitare l'assunzione di zuccheri semplici, che non dovrebbero superare il 10% delle calorie giornaliere totali. "Per i pazienti ipertesi senza malattia renale", aggiunge, "è consigliata un'alimentazione povera di sodio, con un massimo di un cucchiaino di sale al giorno".
Infine, Fabrizio Oliva, Presidente ANMCO e Direttore della Cardiologia 1 dell'Ospedale Niguarda, ha evidenziato la necessità di promuovere campagne educative per sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione cardiovascolare. "È fondamentale migliorare la consapevolezza sulla rilevanza dell'aderenza terapeutica", sottolinea Oliva, "un aspetto troppo spesso sottovalutato dai pazienti".
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