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08 Novembre 2024

FarmacistaPiù. Farmacie comunali e servizi: un nuovo modello organizzativo

Nel convegno Assofarm di FarmacistaPiù presentata la collaborazione tra l’associazione delle farmacie comunali e il dipartimento di Economia della Sapienza di Roma 

di Giuseppe Tandoi


FarmacistaPiù. Farmacie comunali e servizi: un nuovo modello organizzativo

«Dobbiamo mettere in campo modelli che consentano alle nostre aziende di essere più attivi anche nell’ambito della farmacia dei servizi». È Luca Pieri, presidente di Assofarm, ad aprire l’incontro promosso a FarmacistaPiù dalla associazione delle farmacie comunali: “Dalla farmacia tradizionale alla farmacia dei servizi. La creazione di un modello di analisi per la gestione della farmacia”.

Francesco Schito, storico segretario di Assofarm, premette che quello dei «Comuni che attraverso società proprie gestiscono le farmacie è un unicum italiano, che va consolidato». Ed Enrico Cellentani, presidente di Farmacap Roma, mette in guardia «dall’assalto dei grandi player internazionali, fisici e on line. La farmacia dei servizi è un’esigenza più che una opportunità ma per realizzarla al meglio servono risorse intellettuali adeguate. Per questo abbiamo deciso di avviare una collaborazione con il dipartimento di Economia dell’Università La Sapienza di Roma».

Verificare le esigenze delle farmacie nei diversi territori

La premessa di Pina Murèordinario di Economia degli intermediari finanziari alla Sapienza - è che le farmacie comunali devono preservare la loro forte dimensione sociale, peraltro testimoniata, durante la pandemia, da tutto il sistema, pubblico e privato: «La farmacia italiana ha dimostrato, nel suo complesso, tutto il proprio valore, erogando tempestivamente servizi e supporto piscologico ai cittadini». 

Il progetto Assofarm-Sapienza ha lo scopo di raccogliere dati sui fabbisogni delle farmacie  comunali nei diversi, e variegati, territori del Paese. «Dobbiamo comprendere», spiega Murè, «quali servizi servano e chi potrò erogarli, elaborando un modello organizzativo ed econometrico che, partendo dalla analisi dei dati, sia in grado di rispondere alle domande provenienti dalle realtà locali. Una analisi complessiva che non consideri solo le implicazioni finanziarie ma individui anche i parametri legati alla sostenibilità sociale, alla possibilità che determinate prassi possano migliorare l’assistenza sanitaria sul territorio di riferimento. Con l’intento di coinvolgere sempre più la farmacia nelle politiche di rilancio della sanità pubblica, sempre mettendo il cittadino al centro». Il progetto presentato questa mattina avrà il Lazio come regione pilota.

«In certe località, soprattutto quelle più lontane dai centri urbani», sottolinea Schito, «i cittadini  sono disorientati, non hanno contezza dei servizi di cui potrebbero usufruire, senza contare che, particolarmente nelle aree montuose, la sanità pubblica non riesce più ad arrivare, mentre  la farmacia c’è sempre, anche nei luoghi più disagiati».

Per la verità già alcune realtà locali hanno avviato progetti innovativi, come evidenzia Remo Tagliacozzo amministratore Unico della Società Multiservizi Caerite, cui fanno capo le farmacie comunali di Cerveteri (Roma): «La gestione delle farmacie è ancora tradizionale, da aziende analogiche esse devono trasformarsi in aziende digitali, data driven, in grado di mettere a sistema i dati». Nel caso specifico, ricorda Domenico Paglialunga - farmacista e coordinatore delle comunali di Cerveteri - ricorda che «a luglio abbiamo inaugurato in città la sesta farmacia comunale, che contempla uno spazio ad hoc per altri professionisti sanitari, che lavorano in team con i farmacisti».  



TAG: ASSOFARM, LUCA PIERI

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