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Carenza farmaci

06 Marzo 2026

Carenze di farmaci, livelli inaccettabilmente elevati in Europa. Pgeu: più strumenti a farmacie e farmacisti

Il Pgeu evidenzia che le carenze di medicinali in Europa restano diffuse e stabilizzate a livelli “inaccettabilmente elevati”. In oltre un terzo dei Paesi mancano più di 600 farmaci e anche in Italia la situazione peggiora, con un aumento del 4,8% nel 2025

di Redazione Farmacista33


Carenze di farmaci, livelli inaccettabilmente elevati in Europa. Pgeu: più strumenti a farmacie e farmacisti

In Europa si registra un peggioramento della situazione legata alla carenza dei farmaci, non tanto per un aumento dei medicinali mancanti quanto per la persistenza del fenomeno a livelli “inaccettabilmente elevati”. Un problema che riguarda anche l’Italia, dove il numero complessivo di farmaci in carenza è aumentato del 4,8% nel 2025 rispetto all’anno precedente. A evidenziarlo è il nuovo report del Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu), presentato al Parlamento europeo e basato sui dati raccolti in 27 Paesi dell’Unione europea e dell’Efta (European Free Trade Association).

Carenze sono diventate strutturali

Il presidente del Pgeu, Mikołaj Konstanty, ha spiegato che le carenze di medicinali si sono stabilizzate, ma a un livello inaccettabilmente elevato

“Non si tratta più di episodi isolati; rappresentano una pressione cronica per pazienti, farmacisti e sistemi sanitari. I farmacisti di comunità garantiscono la continuità delle cure ogni giorno, ma la resilienza non può basarsi sulla capacità dei professionisti in prima linea di assorbire le carenze sistemiche. Dobbiamo rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, migliorare la capacità predittiva e fornire ai farmacisti gli strumenti legali e operativi per agire rapidamente e in sicurezza”.

Dal rapporto emerge che le carenze non sono più interruzioni episodiche, ma una caratteristica persistente del panorama farmaceutico europeo. Il 96% dei Paesi intervistati segnala infatti indisponibilità di medicinali e nel 70% dei casi la situazione resta stabile a livelli giudicati “inaccettabilmente elevati”. In oltre un terzo dei Paesi si registrano più di 600 farmaci attualmente carenti.

Nel caso dell’Italia, secondo il Pgeu, “il numero complessivo di farmaci carenti individuati dall’autorità nazionale competente è aumentato del 4,8% nel 2025 rispetto all’anno precedente, indicando un peggioramento della situazione”.

Ricadute sui pazienti: terapie interrotte

Le carenze riguardano sempre più spesso terapie clinicamente critiche, tra cui farmaci cardiovascolari, antibiotici, trattamenti oncologici, insuline, agonisti del recettore Glp-1 e medicinali per il sistema nervoso. In diversi Stati una quota significativa delle indisponibilità interessa farmaci inseriti negli elenchi dei medicinali critici a livello nazionale o europeo, segno che anche queste categorie restano esposte all’instabilità dell’approvvigionamento.

Tutti gli Stati membri dell’Ue che hanno risposto all’indagine segnalano problemi e disagi per i pazienti e quasi nove su 10 riportano interruzioni dei trattamenti. Per la prima volta, inoltre, la riduzione della fiducia dei pazienti emerge come la conseguenza più frequentemente segnalata dai farmacisti, indicando un’erosione della fiducia nei medicinali e nel sistema sanitario. Tra gli effetti riportati figurano anche trattamenti non ottimali, aumento dei co-pagamenti, errori terapeutici legati al passaggio da un farmaco all’altro e, in alcuni casi, eventi avversi.

Governance: sistemi di allerta disomogenei o in fase di sviluppo

Il rapporto evidenzia anche alcuni miglioramenti sul piano della governance: l’81% dei Paesi dispone oggi di una definizione ufficiale di carenza e il 74% ha sistemi di segnalazione accessibili ai farmacisti. Restano tuttavia criticità rilevanti. I sistemi predittivi e di allerta precoce sono ancora disomogenei o in fase di sviluppo in molti Stati membri; la segnalazione da parte dei farmacisti non è sempre possibile e raramente è integrata digitalmente; inoltre, la flessibilità normativa per gestire le carenze varia sensibilmente da Paese a Paese.

Solo il 15% dei Paesi intervistati consente ai farmacisti di ricorrere a terapie sostitutive, limitando la loro capacità di garantire la continuità delle cure quando esistono alternative clinicamente appropriate.

Le richieste del Pgeu

Pgeu chiede una serie di interventi per affrontare la natura crescente e sistemica delle carenze di medicinali. In particolare, propone:

Rafforzare il coordinamento europeo e la resilienza dell’approvvigionamento
Migliorare l’attuazione del quadro sui medicinali critici, affrontare le vulnerabilità della produzione, diversificare la capacità produttiva e garantire che le politiche di prezzo e di approvvigionamento sostengano la sostenibilità del mercato.

Sviluppare sistemi di monitoraggio predittivi e interoperabili
Istituire meccanismi di allerta precoce a livello europeo, assicurare una segnalazione diffusa e integrata digitalmente e includere anche la segnalazione da parte dei farmacisti nei sistemi nazionali di monitoraggio.

Rafforzare gli strumenti giuridici per i farmacisti
Ampliare e armonizzare i quadri normativi sulla sostituzione dei medicinali secondo protocolli definiti, consentendo risposte rapide e incentrate sul paziente quando si verificano carenze.

Tutela dei pazienti e sostenibilità delle farmacie
Riconoscere e compensare il tempo che le farmacie dedicano alla gestione delle carenze ed evitare che le sostituzioni dei farmaci comportino ulteriori oneri economici per i pazienti.

Fonte:

https://www.pgeu.eu/wp-content/uploads/2026/03/PGEU-Medicines-Shortages-Report-2025.pdf 

TAG: CARENZA DI FARMACI, PHARMACEUTICAL GROUP OF THE EUROPEAN UNION (PGEU)

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