farmacisti
13 Dicembre 2024Un nuovo studio, pubblicato su JCO Oncology Practice, dimostra che il coinvolgimento attivo del farmacista attraverso la telefarmacia, può ridurre significativamente il rischio di eventi avversi e ottimizzare l’aderenza terapeutica nei pazienti oncologici

tumorali, richiede una gestione meticolosa per evitare i rischi associati alle interazioni farmacologiche, soprattutto nei pazienti che seguono regimi terapeutici complessi, spesso sovrapposti a terapie croniche o integratori. Uno studio condotto da Lichtenstein e colleghi ha valutato l’efficacia di un modello di telefarmacia nella gestione di tale problematica.
I pazienti, in procinto di iniziare una terapia con farmaci antitumorali orali, hanno partecipato a consulenze virtuali della durata di 30-45 minuti. Nel corso di questi incontri, i farmacisti hanno analizzato in dettaglio le terapie in atto, inclusi farmaci da banco e integratori, individuando potenziali interazioni farmacologiche e segnalandole tempestivamente ai medici oncologi per interventi correttivi.
Riduzione delle interazioni farmacologiche e degli
I risultati hanno mostrato che il 32% dei pazienti coinvolti presentava almeno una potenziale interazione farmacologica significativa, prontamente identificata e risolta. Tra queste, il 15% ha richiesto una modifica del regime terapeutico, concordata con il medico, mentre nel 25% dei casi sono state fornite raccomandazioni per evitare l’uso di integratori o farmaci da banco potenzialmente dannosi. Tutto ciò ha portato una riduzione del 20% degli eventi avversi legati a interazioni farmacologiche rispetto ai pazienti che non avevano ricevuto la consulenza farmacologica, dimostrando come il coinvolgimento del farmacista può migliorare significativamente la sicurezza delle terapie.
Feedback positivo dei pazienti e maggiore collaborazione interdisciplinare
I risultati dello studio evidenziano che la quasi totalità dei partecipanti ha espresso un giudizio positivo sull’esperienza delle consulenze video. Il 90% dei pazienti ha apprezzato la comodità del servizio e la chiarezza delle spiegazioni fornite dai farmacisti, mentre l’85% ha dichiarato di sentirsi più sicuro nell’assunzione dei farmaci dopo aver ricevuto una consulenza personalizzata.
Questo modello ha inoltre rafforzato la collaborazione tra farmacisti e medici oncologi, migliorando il coordinamento nella gestione delle cure. I medici hanno riconosciuto l’importanza del contributo clinico del farmacista, considerandolo un elemento essenziale nel team multidisciplinare dedicato ai pazienti oncologici.
La sinergia tra tecnologia e competenza clinica rappresenta una strada promettente per affrontare le sfide della medicina moderna, con il farmacista come protagonista di questa evoluzione.
Fonte
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39348634/
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