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03 Marzo 2025Il 4 marzo è la Giornata mondiale di sensibilizzazione sull'Hpv. Gli esperti concordano sull’importanza dell’informazione e la sensibilizzazione di tutti i giovani sulla prevenzione con la vaccinazione

La prevenzione del cancro correlato all’infezione da Papillomavirus (Hpv) si basa su due pilastri fondamentali: la vaccinazione e lo screening. A ribadirlo, in occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione sull'Hpv del 4 marzo, è Enrico Di Rosa, presidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), sottolineando l'importanza di un impegno sinergico per garantire l'accesso equo agli strumenti di prevenzione e cura.
Per la Siti, “occorre l'impegno di tutti, a tutti i livelli, per il rilancio della prevenzione dell'Hpv, che contempli azioni sinergiche su più fronti. Medici di famiglia, pediatri, ginecologi, farmacisti e servizi territoriali devono essere coinvolti attivamente per promuovere una cultura della prevenzione completa, sensibilizzando la popolazione e garantendo un accesso equo e capillare sia alla vaccinazione che allo screening”.
“L'azione coordinata e integrata di tutti gli attori del sistema può contribuire, in modo significativo, alla protezione della popolazione contro l'Hpv. Abbiamo gli strumenti per eliminare in un futuro non lontano i tumori Hpv correlati, dobbiamo garantire il nostro impegno per raggiungere questo risultato”.
Lo Europe's Beating Cancer Plan ha fissato obiettivi ambiziosi per il 2025: il 90% di copertura vaccinale negli adolescenti, il 90% di adesione allo screening cervicale con test di ultima generazione e il 90% di accesso tempestivo a diagnosi e cura.
Sulla necessità di un'estensione della vaccinazione si esprime anche l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, che sottolinea come i tumori Hpv-correlati colpiscano sempre più anche i maschi.
L'Hpv è responsabile del 9,4% di tutti i tumori a livello globale e del 100% dei tumori della cervice uterina, rappresentando il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo. L'infezione da Papillomavirus è la più frequente tra quelle sessualmente trasmesse e può provocare lesioni benigne, come verruche e condilomi genitali, ma anche lesioni pre-invasive e tumori invasivi.
In Europa, l'Hpv è la causa del 100% dei tumori della cervice uterina, dell'88% dei tumori anali, del 78% dei tumori vaginali, del 53% dei tumori al pene, del 30% dei tumori orofaringei e del 25% dei tumori della vulva. In Italia si registrano ogni anno 2.500 nuovi casi di tumore della cervice e oltre 22mila lesioni precancerose di alto grado, numeri che potrebbero essere ridotti grazie a una maggiore adesione ai programmi di vaccinazione e screening.
“I tumori orofaringei causati da questo virus sono più che raddoppiati negli ultimi 30 anni soprattutto nei maschi e si stima che nel prossimo trentennio potrebbero uguagliare e superare per incidenza il tumore della prostata. Aumentano anche gli altri tumori Hpv correlati. Con la vaccinazionedegli adolescenti di entrambi i sessi si può fermare questa epidemia”. L'appello dell'Ieo è chiaro: “Solo la copertura vaccinale completa per i due sessi può ridurre la circolazione del virus per azzerare il tumore del collo dell'utero e ridurre l'aumento esponenziale dei tumori dell'orofaringe e degli altri tumori Hpv correlati”.
Per Eleonora Preti, specialista dell'Unità di Ginecologia preventiva Ieo, “la vaccinazione Hpv va considerata no gender e deve assolutamente essere estesa ai maschi sia per fermare la circolazione del virus, sia per prevenire a livello individuale i tumori Hpv correlati. Sappiamo per certo che praticamente tutti questi tumori potrebbero essere evitati. Ce lo dimostra il modello dell'Australia, dove, grazie a una copertura vaccinale no gender completa, si prevede che nel 2035 i tumori da Hpv saranno praticamente scomparsi”.
Gli esperti dell'Ieo evidenziano che la massima copertura si ottiene quando il vaccino anti-Hpv viene effettuato ai 12enni, prima dell'inizio dell'attività sessuale. Tuttavia, la vaccinazione resta efficace anche in età successive. “Per questo è fondamentale che le famiglie siano informate e coscienti del fatto che l'Hpv non è un problema femminile e che la vaccinazione dei ragazzi, oltre che delle ragazze, è l'azione più efficace che un genitore può fare per proteggere il futuro dei propri figli dal cancro”.
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