Salute benessere
28 Marzo 2025Il 28 marzo ricorre la Giornata mondiale dell'endometriosi e gli esperti dell'Irccs Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar di Verona fanno il punto sulla diagnosi precoce per sensibilizzare le donne a non rassegnarsi ai dolori mestruali intensi perchè potrebbero essere i sintomi dell'endometriosi

Soffrire di dolori mestruali (dismenorrea) non è normale e non è qualcosa a cui rassegnarsi perché potrebbe essere il segnale di una condizione ben più grave. Lo ribadiscono con forza, in occasione della Giornata mondiale dell'endometriosi del 28 marzo, gli esperti dell'Irccs Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar, Verona.
L’endometriosi è una patologia ancora troppo spesso incompresa, sottovalutata e diagnosticata con grande ritardo, ma colpisce milioni di donne nel mondo. Il dolore mestruale intenso non dovrebbe mai essere ignorato, perché potrebbe essere il segnale di una condizione ben più grave.
La rassegnazione alla sofferenza allunga di tre volte il ritardo nella diagnosi dell'endometriosi, avvertono gli specialisti. Oltre il 60% delle giovani donne che soffrono di dolore pelvico durante il ciclo ha già la malattia, ma non lo sa. Un ritardo che può avere conseguenze devastanti sulla salute fisica e mentale, compromettendo la fertilità nel 30% dei casi e portando le pazienti a una rinuncia forzata alla normalità della vita quotidiana. Saltare la scuola, imbottirsi di farmaci per sopportare il dolore, evitare lo sport o le uscite con gli amici nei giorni del ciclo sono esperienze comuni per troppe ragazze, spesso non credute dalla famiglia e talvolta nemmeno dai medici.
L’endometriosi è una malattia invalidante che colpisce circa tre milioni di donne in Italia e oltre 150 milioni nel mondo. È “causata dalla crescita anomala del tessuto simil-endometriale, quello che riveste la cavità uterina e si sfalda durante le mestruazioni, fuori dalla sede naturale. Un incendio che scoppia nell'addome delle donne ogni mese, per 14 volte l'anno, e comporta dolori lancinanti con compromissione della fertilità nel 30% dei casi, depressione e rinuncia a una vita normale e di coppia", spiega Marcello Ceccaroni, direttore del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell'Irccs Negrar".
Secondo gli esperti dell'Irccs di Negrar, il principale nemico delle donne affette da questa patologia è il ritardo nella diagnosi: “La diagnosi tardiva - avverte Ceccaroni - è il nemico principale delle donne con endometriosi: più della stessa malattia. E una delle ragioni principali è proprio la rassegnazione con cui molte giovani donne vivono il dolore associato alla patologia. Questo atteggiamento, oltre a conseguenze negative sulla salute fisica e mentale, protrae il ritardo nella diagnosi e la richiesta di una consulenza medica appropriata.
L’ideale sarebbe intervenire precocemente con terapie farmacologiche, che possono aiutare a contenere la malattia. Tuttavia, nei casi più avanzati, circa il 10-20% delle pazienti, l'unica soluzione possibile resta quella chirurgica. E proprio su questo fronte l’Irccs Sacro Cuore-Don Calabria ha sviluppato una tecnica innovativa che sta riscuotendo riconoscimenti internazionali. Il "Negrar Method", una chirurgia mininvasiva con approccio nerve-sparing, consente di rimuovere il tessuto patologico preservando il maggior numero di fibre nervose, riducendo così il rischio di disfunzioni post-operatorie dal 37% al 4%. Un traguardo importante per la comunità scientifica e per le pazienti, che ora possono affrontare la chirurgia con minori timori riguardo agli effetti collaterali.
L'invito degli esperti è chiaro: le ragazze devono ribellarsi all’idea che il dolore mestruale sia normale. Non devono accettare passivamente il consiglio di "sopportare" e nemmeno le rassicurazioni mediche se il dolore persiste e condiziona la loro quotidianità. La consapevolezza e una diagnosi tempestiva sono le armi più efficaci per affrontare l’endometriosi prima che possa compromettere irreversibilmente la salute e il benessere delle donne che ne soffrono.
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