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Galenica

09 Giugno 2026

Unguento solfosalicilico: indicazioni e impiego in dermatologia. La preparazione galenica

Preparazione galenica tradizionale a base di acido salicilico e zolfo precipitato, l’unguento solfosalicilico trova ancora impiego in acne comedonica, dermatite seborroica, psoriasi localizzata e altre forme di ipercheratosi. Ecco proprietà, indicazioni, modalità d’uso ed esempio formulativo.

di Luca Guizzon (Farmacista clinico esperto in fitoterapia e galenica)


Unguento solfosalicilico: indicazioni e impiego in dermatologia. La preparazione galenica

L’unguento solfosalicilico nonostante l’ampia disponibilità di alternative moderne mantiene un ruolo clinico in specifici quadri ipercheratosici e seborroici, grazie alla sinergia tra attività cheratolitica, antiseborroica e antimicrobica. È una preparazione topica tradizionale che associa zolfo precipitato e acido salicilico in base lipofila (vaselina bianca, talvolta con lanolina) che sfrutta la combinazione di attività cheratolitica, antiseborroica e antimicrobica, risultando utile nel trattamento di acne comedonica lieve, dermatite seborroica, psoriasi localizzata e altre forme circoscritte di ipercheratosi.

Acido salicilico e zolfo: meccanismi d’azione complementari

L’acido salicilico, impiegato a concentrazioni variabili tra il 2% e il 5%, funge da agente cheratolitico dose-dipendente. Il suo meccanismo d’azione riduce la coesione dei corneociti, attraverso un’azione sui desmosomi, favorendo la desquamazione e aumentando la penetrazione di altri principi attivi. Risulta quindi utile nel trattamento dell’acne comedonica, della dermatite seborroica e della psoriasi lieve o localizzata.

Lo zolfo precipitato, utilizzato a concentrazioni comprese tra il 5% e il 10%, esercita un effetto antiseborroico e antimicrobico, legato alla formazione di pentationati e idrogeno solforato (H₂S) a livello cutaneo, con una blanda attività antifungina. Contribuisce inoltre alla normalizzazione del film idrolipidico.
La combinazione dei due attivi consente di ridurre l’ipercheratosi e contenere la carica microbica, migliorando l’aspetto clinico nelle forme lievi e moderate.

Indicazioni terapeutiche e modalità di applicazione

L’unguento solfosalicilico viene impiegato nel trattamento dell’acne lieve, prevalentemente comedonica, della dermatite seborroica che interessa aree glabre, o il cuoio capelluto in formulazioni adattate, della psoriasi in placche sottili e localizzate e delle ipercheratosi circoscritte.

La preparazione viene normalmente applicata una o due volte al giorno sulla cute integra, in strato sottile, per cicli di trattamento di due-quattro settimane, con successiva rivalutazione medica.

Esempio formulativo

Materiali: mortaio e pestello, bilancia.

Composizione

  • Acido salicilico 4 g 
  • Zolfo precipitato 8 g 
  • Vaselina q.b. a 100 g 

Dopo aver pesato le due polveri, si procede alla levigazione nel mortaio per omogeneizzare la granulometria. Successivamente si aggiunge la vaselina per progressione geometrica fino a ottenere un unguento omogeneo. Può essere valutata l’aggiunta di una piccola quantità di lanolina, se non controindicata, per migliorare la compliance del paziente.

Tra i possibili effetti collaterali si riportano eritema, bruciore transitorio e desquamazione marcata, soprattutto nelle prime fasi del trattamento. Per facilitare la compliance è opportuno informare preventivamente il paziente dell’odore caratteristico dello zolfo e della natura grassa della base utilizzata.

A cura di Laboratorio galenico della Farmacia Campedello (Vicenza).

TAG: GALENICA, DERMATOLOGIA

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