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14 Aprile 2025I risultati di una nuova ricerca forniscono rassicurazioni a donne e medici sull’uso dei farmaci per smettere di fumare durante la gravidanza

Una recente ricerca, condotta dal National Drug and Alcohol Research Center (NDARC) dell’Università del New South Wales (UNSW Sydney) e pubblicata su JAMA Internal Medicine, ha evidenziato che l’uso prenatale di terapie farmacologiche per la cessazione del fumo non è associato a un aumento del rischio di malformazioni congenite maggiori (MCMs) nei neonati.
L’indagine ha analizzato dati relativi a 5,2 milioni di nascite registrate tra il 2001 e il 2020 in Australia, Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia, concentrandosi su oltre 13.000 neonati esposti a farmaci per smettere di fumare: 9.325 a terapia sostitutiva della nicotina (NRT), 3.031 a vareniclina e 1.042 a bupropione. Questi gruppi sono stati confrontati con quelli di bambini nati da madri fumatrici che non hanno utilizzato trattamenti farmacologici per smettere di fumare.
I risultati mostrano che l’esposizione a NRT, vareniclina o bupropione non ha comportato un aumento significativo del rischio di MCMs rispetto ai neonati le cui madri avevano continuato a fumare nel primo trimestre di gravidanza.
In particolare, per la terapia sostitutiva della nicotina non è stato rilevato un aumento del rischio di malformazioni cardiache, agli arti, agli organi genitali, ai reni e alle vie urinarie, all’apparato respiratorio o di labiopalatoschisi. È stato ipotizzato un possibile aumento del rischio di malformazioni dell’apparato digerente è stato ipotizzato, ma l’associazione è risultata non statisticamente significativa dopo la correzione per confronti multipli. Anche per la vareniclina i risultati sono risultati simili con un possibile aumento di malformazioni renali e delle vie urinarie che ha perso significatività statistica dopo la correzione per confronti multipli. Infine, per il bupropione il numero di neonati esposti è stato insufficiente per determinare con precisione il rischio, richiedendo ulteriori studi con campioni più ampi.
Gli autori riconoscono alcuni limiti della ricerca, tra cui la mancata analisi di eventuali effetti neuroevolutivi a lungo termine e la difficoltà nel determinare se le donne abbiano continuato a fumare per tutta la gravidanza. Tuttavia, sottolineano come questo studio rappresenti la più ampia analisi condotta finora sulla sicurezza delle terapie farmacologiche per la cessazione del fumo in gravidanza, fornendo prove utili per rivedere le linee guida e migliorare le politiche di supporto alle gestanti fumatrici.
Questi risultati forniscono rassicurazioni per le donne in gravidanza che necessitano di supporto farmacologico per smettere di fumare e offrono dati importanti per i professionisti sanitari nella consulenza sulle opzioni terapeutiche. Attualmente, le linee guida cliniche sono prudenti nell’uso di questi farmaci in gravidanza a causa della mancanza di evidenze robuste, ma questa ricerca suggerisce che NRT, vareniclina e bupropione potrebbero essere opzioni sicure per ridurre i danni del fumo materno.
Dato che il fumo durante la gravidanza è associato a gravi conseguenze per la salute materna e neonatale, tra cui parto pretermine, basso peso alla nascita e morte neonatale, gli autori sottolineano l’importanza di offrire sistematicamente tutto il supporto possibile per smettere di fumare a tutte le gestanti.
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