contratto di lavoro farmacisti
31 Luglio 2026La proposta portata al tavolo del 28 luglio da Assofarm per le organizzazioni sindacali è ancora insufficiente sul piano economico e normativo. Restano distanze su aumenti tabellari, indennità per i farmacisti e durata del contratto, ma il negoziato proseguirà con due nuovi incontri già fissati per il 3 e il 15 settembre.

Le proposte presentate da Assofarm al tavolo del 28 luglio per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale delle farmacie speciali sono considerate ancora insufficienti, sia sul piano economico sia su quello normativo. È quanto affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs nel comunicato unitario diffuso dopo l'incontro, nel quale, pur riconoscendo la disponibilità dell'associazione datoriale a proseguire il confronto e “la
volontà di procedere al rinnovo in tempi brevi”, confermano che permangono "sostanziali distanze" rispetto alle richieste sindacali. Il negoziato proseguirà con due nuovi incontri già calendarizzati per il 3 e il 15 settembre.
Nel corso dell'incontro Assofarm, riporta la nota delle Oo.SS., ha riproposto 200 euro di salario al primo livello incrementando di soli 10 euro la proposta di indennità per i farmacisti e mantenendo a 20 euro la proposta di indennità per i vaccinatori confermando nei fatti la posizione precedentemente rappresentata.
Sono state confermate le disponibilità normative precedentemente fornite nel corso dei diversi confronti, “stimandone un impatto economico complessivo di circa 80 euro mensili”. Tuttavia, si è resa disponibile a “rivedere al ribasso, rispetto alla proposta originaria, le percentuali relative alle maggiorazioni per lavoro straordinario, notturno, domenicale e festivo, al fine di alleggerire la proposta della parte normativa a favore dell’incremento della proposta salariale e dell’indennità farmacisti”.
Assofarm ha inoltre proposto che il nuovo contratto resti in vigore fino al 31 dicembre 2029, dichiarandosi disponibile a riconoscere, al termine del triennio, l'eventuale differenza tra l'inflazione prevista (Ipca) e quella effettivamente registrata, oltre a negoziare un importo una tantum per compensare il periodo di vacanza contrattuale.
Pur valutando positivamente la volontà di Assofarm di proseguire il confronto per arrivare al rinnovo del contratto, scaduto da oltre diciotto mesi, le organizzazioni sindacali ritengono che permangano ancora oggi “sostanziali distanze che impediscono il raggiungimento di un accordo”.
In particolare, secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, l'incremento del tabellare “non si registra nei fatti alcun avanzamento rispetto alla proposta precedente di 200 € che pertanto viene considerata ancora insufficiente”. Anche l'indennità di 30 euro prevista per i farmacisti viene giudicata “ancora insufficiente per poter realmente essere considerata un riconoscimento della professionalità delle farmaciste e dei farmacisti”.
Le organizzazioni sindacali contestano inoltre che l'ulteriore indennità di 20 euro sia limitata esclusivamente al personale che svolge l'attività di vaccinazione. A loro avviso il riconoscimento economico dovrebbe essere esteso “a tutte le attività che comportano un'esposizione al rischio biologico, comprese le vaccinazioni, fermo restando che lo svolgimento di tali attività debba avvenire su base volontaria”.
Tra i punti ancora oggetto di confronto figura, infine, la proposta di vigenza del contratto: “Ipotizzare infine, una scadenza contrattuale al 31 dicembre 2029 rende ulteriormente difficoltoso avvicinare le posizioni, così come la proposta di recupero triennale dello scostamento Istat”.
Pur ribadendo che le proposte avanzate non sono ancora sufficienti, le OO.SS. hanno accolto la disponibilità manifestata da Assofarm a rivedere ulteriormente la propria proposta e hanno concordato di proseguire il negoziato. I prossimi incontri in plenaria sono stati fissati per il 3 settembre, alle ore 11 a Roma, e per il 15 settembre, con sede e orario ancora da definire.
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