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25 Aprile 2025Le informazioni relative alla salute sono considerate dati sensibili e la loro divulgazione senza il consenso esplicito dell'interessato è vietata

La diffusione non autorizzata di immagini o video dei pazienti da parte dei medici costituisce una violazione della normativa sulla privacy e può comportare sanzioni amministrative e penali. Secondo il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (Gdpr), le informazioni relative alla salute sono considerate dati sensibili e la loro divulgazione senza il consenso esplicito dell'interessato è vietata.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito che tali dati possono essere comunicati a terzi solo sulla base di un idoneo presupposto di legge o su delega scritta dell'interessato, e in ogni caso non possono mai essere diffusi.
In ambito deontologico, il Codice di Deontologia Medica impone ai professionisti sanitari il rispetto della riservatezza dei pazienti, in particolare dei dati inerenti alla salute e alla vita sessuale. Il medico deve assicurare la non identificabilità dei soggetti coinvolti nelle pubblicazioni o divulgazioni scientifiche di dati e studi clinici.
Le sanzioni per la violazione della privacy dei pazienti possono variare. Ad esempio, il Garante ha sanzionato un centro di medicina estetica con una multa di 8.000 euro per aver pubblicato su un profilo social un video in cui il volto di un paziente era riconoscibile, senza che questi avesse rilasciato uno specifico consenso alle riprese e alla relativa diffusione. In un altro caso, un medico è stato multato di 14.000 euro per aver pubblicato su Internet i dati sensibili di un paziente senza il suo consenso.
È fondamentale che i professionisti sanitari prestino particolare attenzione nel diffondere immagini e informazioni riferite a casi clinici per scopi divulgativi o scientifici. Prima di farlo, è necessario accertarsi che il paziente sia stato preventivamente informato, abbia dato il proprio specifico consenso o che i suoi dati siano stati resi anonimi.
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