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03 Giugno 2025In provincia di Bergamo in alcune farmacie è operativo il servizio supporto psicologico con la presenza di uno psicologo direttamente in farmacia

In alcune farmacie della provincia di Bergamo è attivo da tre mesi il servizio di supporto psicologico con la presenza di uno psicologo direttamente in farmacia. Un’opportunità che sta riscuotendo consenso da parte dei cittadini, che sempre più spesso avvertono il bisogno di un supporto psico-emotivo, ma trovano più semplice e naturale accedervi in un contesto familiare e rassicurante come quello della farmacia di quartiere.
Tra le esperienze in corso, l’edizione locale del Corriere, riporta quella della farmacia di Borgo Santa Caterina, dove opera Matilde Ravaschio, laureata in Psicologia clinica e Neuropsicologia del ciclo di vita. Il suo contributo professionale si inserisce in risposta a un bisogno crescente di ascolto e supporto, intercettato proprio dai farmacisti come primo punto di contatto con la popolazione.
"Può trattarsi di stati di ansia, in cui non si sa che cosa fare e ci si sente frenati o non a posto con se stessi, di umore deflesso o stress, ma anche in caso di lutti — spiega la psicologa al Corriere —. Per me è un privilegio enorme poter ascoltare le storie delle persone e avere il permesso di entrare nella loro psiche. È affascinante e fonte di ispirazione”.
Il bilancio del servizio, già attivo anche in altre farmacie della provincia, è positivo: bastano due giornate alla settimana per riscontrare quanto questo tipo di offerta sia apprezzata e sentita come utile. “Quando spiego ai clienti di cosa si tratta ricevo solo commenti positivi. Mi dicono che è una bella cosa, che se ne sentiva il bisogno”, sottolinea la dottoressa.
Il valore aggiunto di questo modello sta nella possibilità di intercettare bisogni inespressi e agire in chiave preventiva, offrendo un primo orientamento terapeutico tempestivo. La presenza dello psicologo in farmacia, infatti, non solo amplia l’accessibilità ai servizi di supporto mentale, ma contribuisce anche a ridurre lo stigma che ancora, in parte, circonda l’idea di “andare dallo psicologo”.
“La psicologia in farmacia – osserva Ravaschio – si innesta in un contesto di fiducia che già esiste tra il farmacista e i suoi clienti. Dopo la pandemia è cambiata la percezione dello psicologo: prima lo si associava più facilmente allo psichiatra e alle malattie mentali, oggi invece si è capito che ci si prende cura della mente tanto quanto del corpo. In molti casi la combinazione tra farmaci e supporto psicologico rappresenta la miglior terapia possibile”.
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