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01 Ottobre 2025Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of the American Pharmacists Association, dimostra che un programma di cessazione guidato dai farmacisti può aumentare le probabilità di smettere di fumare, anche in presenza di barriere economiche o motivazionali

La prevenzione primaria del tabagismo, basata su campagne di sensibilizzazione, resta fondamentale per la salute pubblica, ma un approccio personalizzato di prevenzione secondaria, ossia interventi mirati sui fumatori, si sta rivelando una strategia complementare altrettanto efficace, come rivela un nuovo studio americano condotto all’interno di una farmacia di comunità.
Lo studio ha coinvolto 71 fumatori adulti, inseriti in un percorso di otto sessioni di consulenza telefonica, basato sul modello delle 5A (Ask, Advise, Assess, Assist, Arrange). Prima e dopo il programma, ai partecipanti è stata somministrata la Attitude Towards Smoking Scale (ATS-18), che misura percezione dei rischi, benefici psicologici e piacere associati al fumo.
I risultati evidenziano un netto cambiamento nell’atteggiamento verso il fumo in coloro he hanno completato tutte le sessioni. In particolare, si osserva:
In linea con la letteratura, quando i rischi sono più evidenti e la gratificazione diminuisce, aumenta la probabilità trasformare la motivazione in azione e avviare la cessazione. Il programma ha, inoltre, favorito l’adozione della terapia sostitutiva con nicotina (NRT), superando ostacoli frequenti come il costo o la convinzione di poter smettere senza aiuti.
Al termine delle otto settimane, ben 11 partecipanti hanno dichiarato di aver smesso di fumare, che rappresentano il 27,5% dei partecipanti che hanno completato il percorso e il 15,5% del campione totale. Pur trattandosi di esiti a breve termine e auto-riportati, senza conferma biochimica, il dato suggerisce che un supporto strutturato e continuativo del farmacista possa tradursi in cambiamenti concreti.
Lo studio presenta alcune limitazioni come il basso numero di partecipanti, una singola sede di intervento e un follow-up di breve durata. Per confermare e generalizzare i risultati saranno quindi necessari studi multicentrici, con campioni più ampi e un monitoraggio più lungo, in grado di valutarne l’efficacia nel lungo periodo. Nonostante ciò, i risultati sono promettenti: un servizio strutturato e personalizzato, guidato da un professionista accessibile come il farmacista, può modificare in modo significativo il modo in cui il fumo viene percepito e, di conseguenza, aumentare le possibilità di successo nel percorso di disassuefazione.
Fonte
JAPhA Practice Innovations, Volume 2, Issue 3, 2025, 100028, ISSN 2949-9690, https://www.japha-innovations.org/article/S2949-9690(25)00003-X/fulltext
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