Cardiologia
30 Luglio 2026Un progetto pilota condotto in Inghilterra mostra il potenziale dei test point-of-care in farmacia per individuare persone a rischio cardiovascolare non ancora diagnosticate e raggiungere cittadini che normalmente non aderiscono ai programmi di prevenzione.

La disponibilità di uno screening cardiovascolare in farmacia con test point-of-care favorisce l'accesso ai controlli preventivi e consente di individuare persone ad alto rischio non ancora identificate. È quanto emerge da un progetto pilota condotto nellle farmacie della zona nord-est di Londra e nell'Essex, dove oltre tre quarti dei partecipanti hanno aderito al controllo grazie all’offerta del servizio in farmacia e una persona su cinque è risultata ad alto rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare nei successivi dieci anni.
La testata britannica The Pharmacist spiega che il progetto durato nove settimane ha coinvolto 687 persone: i farmacisti hanno eseguito test rapidi del colesterolo (point-of-care testing, Poct) e una valutazione del rischio cardiovascolare utilizzando una piattaforma diagnostica digitale.
L'analisi ha evidenziato che il 27% dei partecipanti presentava valori di colesterolo elevati o al limite della norma, nonostante circa l'80% non avesse ricevuto in precedenza una diagnosi di patologie correlate. Nel complesso, una persona su cinque è stata classificata a elevato rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare entro i 10 anni successivi.
Uno degli aspetti rilevanti emersi dalla valutazione riguarda la capacità del servizio di coinvolgere persone che difficilmente accedono ai tradizionali percorsi di prevenzione. Il 77% dei partecipanti ha infatti dichiarato che non avrebbe effettuato un controllo sanitario preventivo in assenza dell'iniziativa organizzata attraverso le farmacie.
Il progetto ha inoltre raggiunto popolazioni considerate a maggior rischio: oltre la metà dei partecipanti apparteneva a gruppi etnici con una maggiore predisposizione a diabete e malattie cardiovascolari e il 60% era costituito da uomini, una categoria generalmente meno coinvolta nei programmi di screening preventivo.
La valutazione, realizzata da organizzazioni private che operano spesso in collaborazione con Nhs, conclude che il modello rappresenta una base solida per un'estensione del servizio. Una delle indicazioni emerse dall’analisi dei dati è che "uno dei maggiori punti di forza del progetto pilota è stato quello di portare l'assistenza sanitaria alle persone, anziché aspettarsi che le persone si recassero presso le strutture sanitarie. E quando una diagnostica clinicamente validata viene portata direttamente nelle comunità, si possono coinvolgere persone che semplicemente non accedono ai servizi sanitari tradizionali".
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