screening in farmacia
17 Ottobre 2025Nelle farmacie del Portogallo è stata testata l’introduzione di servizi di screening per le infezioni delle vie urinarie (IVU). La strategia si è dimostrata efficace nel favorire l’intercettazione precoce dei sintomi, migliorare la gestione del disturbo e ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso. Un approccio che contribuisce anche all’uso più appropriato degli antibiotici, con benefici diretti per la salute pubblica

Un nuovo studio, pubblicato come poster al Congresso Internazionale della FIP 2025 a Copenaghen, ha dimostrato l’efficacia e l’elevata accettazione da parte dei pazienti di un servizio di screening delle IVU in farmacia. L’iniziativa, denominata Clear UTI Screening Servic, ha coinvolto 53 farmacie in Portogallo e 586 partecipanti, in gran parte donne, soprattutto nella fascia d’età tra i 41 e i 60 anni.
Il servizio prevedeva una prima fase di raccolta dati attraverso un questionario clinico per individuare sintomi e fattori di rischio. Successivamente, veniva effettuato un test su strisce urinarie per rilevare nitriti e leucociti e per orientare i passi successivi. Sulla base dei risultati e delle informazioni emerse, il farmacista offriva una consulenza personalizzata. In alcuni casi si trattava di consigli farmacologici per alleviare i sintomi; in altri, di indicazioni non farmacologiche riguardanti idratazione, igiene e prevenzione delle recidive. Quando, invece, emergevano segnali sospetti, sintomi di allarme o condizioni di fragilità clinica, il percorso proseguiva con l’invio al medico di medicina generale, così da garantire la continuità assistenziale e la presa in carico più appropriata. Tutte le informazioni venivano registrate su una piattaforma digitale dedicata, utile per monitorare gli esiti e valutare l’impatto complessivo del servizio in termini di salute pubblica.
Lo screening ha portato all’invio al medico del 64% dei partecipanti:
Nei pazienti con esito negativo, i farmacisti hanno fornito indicazioni non farmacologiche in tutti i casi e, nel 56% dei partecipanti, anche consigli farmacologici mirati ad attenuare i sintomi e migliorare la qualità di vita. Inoltre, nel 36% dei soggetti con esito negativo è stato evitato un accesso non necessario al pronto soccorso, con un impatto positivo sia per i pazienti sia per il sistema sanitario.
Questi risultati confermano così che l’integrazione stabile di servizi point-of-care come il Clear UTI Screening Service nella pratica quotidiana delle farmacie potrebbe rafforzare la collaborazione con i medici di medicina generale, ridurre la morbilità associata alle IVU e generare benefici tangibili sia per i pazienti sia per il sistema sanitario.
Fonte
https://doi.org/10.46542/pe.2025.254.cps.1124
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