obesità
22 Ottobre 2025Nonostante tre italiani su quattro si dichiarino informati sull’obesità e due su tre la riconoscano come malattia cronica, la maggior parte non ne conosce le cause . L’indagine di Cittadinanzattiva e Federfarma rivela un ampio divario tra autopercezione e dati reali rilevati con BMI e BAI

In Italia tre cittadini su quattro si dichiarano “abbastanza” o “molto informati” sull’obesità, ma, nonostante il 66% la consideri una patologia, il 92% la associa agli eccessi alimentari e quasi il 90% all’inattività fisica. Rimangono invece significative discrepanze tra la percezione del proprio peso e la condizione reale: il 44,8% degli intervistati si considera normopeso e solo il 4,3% afferma di essere obeso, mentre l’analisi dei parametri antropometrici raccolti tramite BMI e BAI mostra che circa il 60% delle donne e il 60,2% degli uomini risultano in sovrappeso o obesi. Un dato che conferma quanto la consapevolezza del problema resti ancora parziale.
Sono alcune delle riflessioni che emergono dai dati finali della campagna “Obesità. Non ignorarla, affrontiamola insieme”, promossa da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e realizzata nelle farmacie italiane.
L’indagine ha coinvolto, da marzo a giugno 2025, 1.509 farmacie su tutto il territorio nazionale e 5.543 cittadini, con l’obiettivo di aumentare l’empowerment, la consapevolezza, l’informazione e la sensibilizzazione sui rischi connessi all’obesità.
Lo strumento principale è stato un questionario anonimo e volontario in 18 domande, mirato a valutare la conoscenza e la percezione dell'obesità come malattia cronica.
Dalle risposte è emerso che il 74,1% dei cittadini si considera "abbastanza informato" (58,3%) o "molto informato" (15,8%) sul tema. Per il 66,6% l’obesità è una vera e propria malattia, per il 27,3% lo è solo in parte, mentre il 6,2% non la ritiene tale.
L’82,7% di chi la considera malattia ritiene che sia importante affrontarla quanto altre patologie croniche.
Il 46,7% pensa che in alcuni casi l'obesità sia più comune tra le persone in condizioni socioeconomiche svantaggiate.
L'obesità è percepita come fattore di rischio significativo per altre patologie, principalmente malattie cardiovascolari (90,1%), metaboliche come il diabete (84%) e respiratorie (68,9%).
Circa metà degli intervistati ritiene che le persone con obesità abbiano bisogno di comprensione e supporto. Il 43,8% concorda che discriminazione ed emarginazione influiscano negativamente sulla gestione della condizione, il 34,5% riconosce la presenza di discriminazione in ambito scolastico o lavorativo e il 23,1% segnala un forte pregiudizio sociale (le persone in sovrappeso o obese sono spesso percepite come pigre o demotivate).
Circa un quarto di coloro che si dichiarano in sovrappeso ha avviato una cura specifica, il 35,7% non lo ha mai fatto e oltre il 33% l’ha abbandonata per mancanza di risultati o difficoltà nella gestione.
Il questionario è stato integrato con una sezione sociodemografica e una dedicata alla rilevazione di parametri antropometrici per il calcolo di BMI (Indice di Massa Corporea) e BAI (Indice di Adiposità Corporea).
I dati hanno fatto emergere che il 50% degli intervistati attribuisce l’obesità a patologie associate o alterazioni metaboliche, mentre l’altra metà la lega a fattori psicologici o ereditari.
Colpisce tuttavia che oltre il 92% la associ agli eccessi alimentari e quasi il 90% all’inattività fisica.
Rilevante è anche il divario tra percezione e realtà: il 44,8% degli intervistati si considera normopeso, il 32,9% leggermente in sovrappeso, il 14,6% in sovrappeso e il 4,3% con obesità.
Tuttavia, la valutazione dei parametri antropometrici ha rivelato che il 60% delle donne si trova in condizioni di sovrappeso o obesità (40,5% obese, 19,6% sovrappeso), dati analoghi per gli uomini (60,2%, di cui 35,6% obesi e 24,6% sovrappeso).
A completamento dell’indagine è stata realizzata una survey tra i farmacisti partecipanti, con un breve questionario volto a rilevare aspetti positivi e criticità.
I professionisti hanno evidenziato due principali difficoltà: la mancanza di spazi dedicati o personale per svolgere queste attività, difficili da gestire durante il lavoro al banco, e la ritrosia di alcuni cittadini a partecipare, per imbarazzo o scarsa consapevolezza della propria condizione.
I farmacisti interpellati hanno inoltre suggerito, per future campagne, un maggiore coinvolgimento dei medici e strategie comunicative più mirate.
“Le farmacie hanno collaborato con convinzione a questa campagna perché affronta una tematica di forte impatto sanitario, sociale ed economico” – afferma Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale.
La tendenza a nascondere o a non riconoscere la propria condizione rende più complessa la gestione: "I farmacisti hanno dovuto affinare le proprie strategie di comunicazione per avviare il dialogo con il paziente, in un’ottica di presa in carico e monitoraggio, in collaborazione con gli altri professionisti della salute”.
L’indagine ha messo in evidenza anche proposte per contrastare l'obesità in cinque aree chiave, a partire dalla richiesta di un rafforzamento normativo attraverso l'approvazione dei decreti attuativi della Legge 741/2025, l'inclusione dell'obesità nei LEA e l'approvazione del Nuovo Piano Nazionale della Cronicità 2025.
Quindi si propone una migliore organizzazione delle cure con la creazione di Centri per l'Obesità, percorsi di cura uniformi e l'istituzione di un registro nazionale.
La terza area riguarda la formazione e la sensibilizzazione, con corsi obbligatori per gli operatori sanitari, la lotta allo stigma e il coinvolgimento delle organizzazioni civiche nell'Osservatorio nazionale. La quarta area prevede azioni concrete come programmi educativi nelle scuole, politiche fiscali mirate e la riqualificazione degli spazi urbani. Infine, si punta alla sostenibilità e all'accesso equo alle cure, garantendo la rimborsabilità dei trattamenti e un accesso equo alla chirurgia bariatrica.
Con questa campagna, sottolinea Tiziana Nicoletti, Responsabile Coordinamento Nazionale Associazioni Malati cronici e rari di Cittadinanzattiva sono stati sensibilizzati migliaia di cittadini su questo tema importante e molto attuale: “Questa iniziativa si inserisce in un momento cruciale, con la Legge 741/2025 che riconosce finalmente l'obesità come malattia cronica. Il nostro impegno è nel continuare a promuovere un approccio integrato e diretto anche a combattere lo stigma sociale. Il primo è di non ignorarla in quanto l’obesità non è un fatto di volontà personale, ma una malattia che merita diagnosi, trattamenti, tutela dalla discriminazione e sostegno nei contesti di vita quotidiana. Il secondo messaggio è affrontare insieme l’obesità perché solo un approccio corale che unisca cittadini, professionisti e decisori può ridurre le disuguaglianze, favorire prevenzione efficace e garantire percorsi di cura multidisciplinari, continuativi e uniformi”.
Fonte
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
06/05/2026
Al via da Milano la campagna CL3AR, volta a sensibilizzare i cittadini sul funzionamento dei reni, le patologie renali croniche e rare e l’importanza della diagnosi precoce
A cura di Giuseppe Tandoi
05/05/2026
Il consumo medio di soluzione idroalcolica per l'igiene delle mani resta inferiore ai livelli raccomandati dall’Oms. L’Iss segnala un dato stabile ma insufficiente e rilancia la formazione con...
A cura di Redazione Farmacista33
05/05/2026
La Global Initiative for Asthma richiama l’urgenza di garantire a tutti i pazienti l’accesso ai corticosteroidi inalatori, preferibilmente in combinazione con broncodilatatori. Nonostante...
A cura di Redazione Farmacista33
04/05/2026
Fondazione Onda Ets promuove la prima edizione della (F) Open Week Farmacia al femminile: dall'11 al 15 maggio 2026, più di 80 farmacie del network con il Bollino RosaVerde offrono consulenze,...
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)