farmacovigilanza
24 Ottobre 2025Uno studio pubblicato sull’International Journal of Clinical Pharmacy, mostra che l’intelligenza artificiale può supportare la farmacovigilanza, migliorando la rilevazione delle reazioni avverse e riducendo i tempi di valutazione.

La farmacovigilanza tradizionale si basa sulle segnalazioni spontanee e sull’analisi manuale da parte degli esperti. Questo approccio, pur essenziale, risulta oggi insufficiente di fronte alla crescente mole di dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche, registri sanitari e piattaforme digitali. Per questo motivo, l’Ai sta assumendo un ruolo centrale, offrendo strumenti capaci di rendere il processo più rapido, standardizzato e accurato.
I sistemi automatizzati di rilevamento delle segnalazioni monitorano in continuo grandi volumi di dati clinici e di farmacovigilanza, riducendo i tempi di individuazione dei rischi da mesi a poche ore e permettendo interventi più tempestivi. Inoltre, algoritmi come vigiMatch consentono di individuare ed eliminare i duplicati, migliorando così la qualità e l’affidabilità dei dati, mentre l’uso del federated learning consente di condurre analisi condivise tra istituzioni senza trasferire dati sensibili, garantendo la privacy dei pazienti.
Lo studio sottolinea poi l’importanza delle reti bayesiane, modelli probabilistici ,che mettono in relazione le principali variabili (farmaco assunto, tempo di insorgenza dei sintomi, esito dopo sospensione o ripresa) e calcolano la probabilità che l’evento sia collegato al farmaco. Al Centro di farmacovigilanza di Porto (Portogallo), dal 2018 è in uso una rete bayesiana costruita su oltre dodici anni di casi reali. L’introduzione del sistema ha ridotto i tempi di valutazione da giorni a poche ore e ha mostrato un’elevata concordanza con i giudizi degli esperti (87,3% nei casi classificati come “probabili” e 71,4% nei “definitivi”). Inoltre, durante la campagna vaccinale COVID-19, quando le segnalazioni sono aumentate in modo esponenziale, la rete ha permesso di mantenere continuità e affidabilità nelle valutazioni.
Gli autori sottolineano che l’adozione dell’intelligenza artificiale in farmacovigilanza richiede particolare attenzione a diversi aspetti. In primo luogo, è fondamentale garantire la qualità e la standardizzazione dei dati, spesso incompleti ed eterogenei. Al contempo, la trasparenza degli algoritmi è indispensabile per costruire fiducia e permetterne l’impiego in ambito regolatorio. È inoltre essenziale tutelare la privacy degli utenti, rispettando appieno normative come il GDPR e l’AI Act. Infine, i professionisti devono essere adeguatamente formati per interpretare correttamente i risultati prodotti dai sistemi di intelligenza artificiale.
L’IA non sostituisce il farmacista o il medico, ma ne potenzia il lavoro. L’esperienza di Porto mostra che l’integrazione è già possibile, con benefici in termini di rapidità, affidabilità e coerenza nelle valutazioni. Perché queste tecnologie diventino strumenti quotidiani della farmacovigilanza sarà necessario garantirne un’adozione etica, trasparente e sostenibile, mettendo sempre al centro la sicurezza dei pazienti.
Fonte
Artificial intelligence in pharmacovigilance: a narrative review and practical experience with an expert-defined Bayesian network tool. Int J Clin Pharm 47, 932–944 (2025). https://doi.org/10.1007/s11096-025-01975-3
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