diabete
14 Novembre 2025Poco meno del 5% degli adulti ha riferito una diagnosi di diabete nel biennio 2023-2024. L’Iss guida due progetti europei per migliorare prevenzione e presa in carico

Quasi quattro milioni di persone in Italia convivono con il diabete, una quota che corrisponde a poco meno del cinque per cento della popolazione adulta tra i 18 e i 69 anni nel biennio 2023-2024. È il quadro delineato dall’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata mondiale del diabete del 14 novembre. La prevalenza è in costante crescita e risulta particolarmente elevata nella fascia 50-69 anni, dove sfiora il nove%.
Secondo i dati della sorveglianza Passi, la prevalenza aumenta con l’età, è più alta negli uomini rispetto alle donne (5,2% contro 4,4%) ed è nettamente maggiore tra i gruppi socio-economicamente più svantaggiati: raggiunge il 16% tra le persone con il livello di istruzione più basso e il 10% tra chi segnala gravi difficoltà economiche. Si osserva inoltre un gradiente geografico, modesto ma significativo, a sfavore del Sud, con una prevalenza pari al 6% rispetto al 4% registrato al Nord.
Il diabete si accompagna a una maggiore frequenza di fattori di rischio cardiovascolare: il 50% delle persone con diagnosi riporta ipertensione (contro il 16% dei non diabetici), il 40% ipercolesterolemia (contro il 17%) e il 70% un eccesso ponderale, definito da un indice di massa corporea pari o superiore a 25 (contro il 42%). Il 48% riferisce sedentarietà (contro il 33%) e il 22% fuma.
Per quanto riguarda l’assistenza, il 32% dei pazienti è seguito soltanto dal centro diabetologico, il 26% dal medico di medicina generale e il 36% da entrambe le figure. Il 2% non è seguito da alcun professionista sanitario. Sul fronte dei controlli, il 69% ha eseguito l’emoglobina glicata nell’ultimo anno, ma solo il 36% l’ha effettuata nei quattro mesi precedenti l’intervista. Il 16% dichiara di non conoscere questo esame.
L’ISS ricorda inoltre il proprio ruolo di coordinamento in due Joint Action europee dedicate al diabete. Care4Diabetes ha sviluppato un programma semestrale di educazione del paziente, ora in fase conclusiva. In Italia sono stati coinvolti 59 adulti con diabete di tipo 2, seguiti da nove professionisti, con un’aderenza media superiore al 65% e un utilizzo degli strumenti digitali pari al 70%. Le analisi preliminari indicano una riduzione di vari indicatori clinici — tra cui emoglobina glicata, peso, circonferenza vita, colesterolo e trigliceridi — e un aumento delle ore dedicate all’attività fisica e del consumo di alimenti più salutari.
La Joint Action Jacardi sostiene gli interventi europei di prevenzione e gestione delle malattie cardiovascolari e del diabete e coordina, in Italia, undici progetti pilota regionali finalizzati alla costruzione dei registri regionali, in vista della futura integrazione in un Registro nazionale del diabete. Nell’ambito di Jacardi, l’ISS è inoltre impegnato nel programma C4Di+, che estende l’esperienza di Care4Diabetes anche a popolazioni fragili come adolescenti, anziani e migranti, e in un progetto pilota che supporta le regioni nella governance e nell’attuazione dello screening pediatrico per diabete di tipo 1 e celiachia, con l’obiettivo di arrivare a modelli sostenibili e uniformi su tutto il territorio nazionale.
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