farmacisti vaccinatori
04 Dicembre 2025La Fip ha diffuso una nuova guida operativa per sostenere l’espansione delle vaccinazioni in farmacia. Il documento analizza le barriere che ancora frenano la piena integrazione dei farmacisti nei programmi vaccinali e propone strategie basate sulle evidenze per superarle, con un forte focus sullo sviluppo della workforce

La disponibilità della vaccinazione in farmacia è in crescita, ma procede a velocità diverse nei vari contesti nazionali. Secondo la rilevazione globale condotta dalla Fip e riportata nel toolkit 2025, sono 56 i Paesi, tra cui l’Italia, che dispongono oggi di una cornice legislativa che consente la vaccinazione in farmacia. In 43 di questi i farmacisti possono somministrare i vaccini, mentre in altri 13 la somministrazione avviene comunque in farmacia ma tramite altri professionisti sanitari. I dati mostrano però che 61 Paesi, pur essendo stati coinvolti nell’indagine, non hanno ancora introdotto alcuna forma di vaccinazione in farmacia, segno di una forte disomogeneità normativa e operativa.
Il toolkit della Fip mette in evidenza gli ostacoli più ricorrenti che limitano la diffusione del servizio, a partire dalle lacune normative: l’assenza di un quadro regolatorio chiaro, o la presenza di norme frammentate tra livelli regionali, rallenta l’adozione di modelli che autorizzino i farmacisti sia alla somministrazione sia, in alcuni contesti, alla prescrizione dei vaccini.
A queste criticità si aggiungono resistenze professionali che emergono nei Paesi dove la ridefinizione dei ruoli tra professionisti non è ancora consolidata. La Fip evidenzia come la mancanza di riconoscimento formale del contributo del farmacista nei percorsi vaccinali possa creare tensioni e ritardare le riforme necessarie.
Anche gli aspetti infrastrutturali e formativi rappresentano un limite rilevante. Il toolkit descrive la necessità di dotare le farmacie di spazi adeguati, attrezzature, procedure operative standard, sistemi di conservazione e di gestione dei rifiuti, nonché di piena integrazione con i registri vaccinali nazionali.
Sul piano della formazione, la Fip richiama l’attenzione sulla disomogeneità delle competenze e sottolinea che l’abilitazione alla vaccinazione richiede percorsi strutturati, aggiornamenti continui e un approccio interprofessionale.
A completare il quadro delle barriere c’è l’esitazione vaccinale, alimentata da disinformazione e sfiducia verso i vaccini, a cui si aggiunge, in molti Paesi, una limitata consapevolezza del ruolo del farmacista come punto di accesso sicuro e competente alla vaccinazione.
Il toolkit offre anche una serie di strategie per superare questi ostacoli e consolidare il ruolo del farmacista nell’ambito della prevenzione. L’intervento legislativo è individuato come il primo passo per includere con chiarezza la vaccinazione tra i servizi erogabili in farmacia, prevedendo protocolli, requisiti strutturali e procedure condivise con le altre professioni. La Fip attribuisce grande importanza ai progetti pilota, da realizzare attraverso una collaborazione formale con autorità sanitarie, accademia e stakeholder locali, perché consentono di generare dati, dimostrare l’impatto del servizio e sostenere eventuali ampliamenti successivi. Parallelamente, il documento invita ad agire sul terreno dell’advocacy, con azioni di sensibilizzazione e promozione, coinvolgendo i decisori politici nazionali e regionali, sensibilizzando la popolazione e costruendo relazioni con le altre professioni sanitarie per evitare percezioni di sovrapposizione e favorire un modello realmente complementare.
Un elemento centrale del toolkit è il rafforzamento della workforce, cioè il personale sanitario coinvolto. La Fip dedica un intero capitolo allo sviluppo professionale dei farmacisti impegnati nei servizi vaccinali, sostenendo che l’espansione dell’offerta passa necessariamente attraverso un investimento strutturato sul capitale umano. La guida insiste sulla costruzione di competenze uniformi lungo tutto il percorso: dalla valutazione dell’idoneità alla vaccinazione alla somministrazione, dalla gestione delle emergenze alla documentazione e al reporting, fino all’educazione del paziente. Il documento richiama il ruolo delle università, delle società scientifiche e dei sistemi di formazione continua, e valorizza iniziative quali il Fip Provision Programme e il Fip Seal, che certificano la qualità dei programmi formativi dedicati alla vaccinazione.
Il toolkit sottolinea infine che la sostenibilità nel tempo dei servizi vaccinali in farmacia dipende anche dalla presenza di modelli di finanziamento adeguati, capaci di coprire costi operativi, formazione, attrezzature e personale, evitando disparità di accesso tra pazienti e territori.
L’obiettivo - ribadisce la Fip - è rafforzare il ruolo della farmacia come punto di prossimità strategico per l’immunizzazione lungo tutto il corso della vita e contribuire a sistemi vaccinali più resilienti, accessibili e capaci di recuperare le coperture che a livello globale restano in stallo.
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