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09 Febbraio 2026

Herpes zoster, vaccino protegge anziani dalla demenza: aumenta la resilienza soprattutto nelle donne

La vaccinazione con il vaccino vivo attenuato contro l’herpes zoster è associata a una riduzione dell’incidenza di demenza negli adulti over 70, suggerendo un possibile effetto protettivo sul declino cognitivo oltre ai noti benefici nella prevenzione delle complicanze infettive

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Herpes zoster, vaccino protegge anziani dalla demenza: aumenta la resilienza soprattutto nelle donne

La demenza rappresenta una delle principali cause di disabilità e perdita di autonomia nella popolazione anziana. Diversi studi indicano che infezioni virali neurotrope, come il virus varicella-zoster, possano contribuire a neuroinfiammazione, accumulo di β-amiloide e danno vascolare cerebrale. Poiché la vaccinazione è in grado di ridurre la riattivazione virale e modulare la risposta immunitaria, uno studio quasi-sperimentale condotto in Canada ha valutato se l’accesso al vaccino contro l’herpes zoster potesse offrire una protezione indiretta anche a livello cerebrale.

Riduzione del rischio

L’analisi ha incluso oltre 230.000 anziani seguiti per circa 5 anni e mezzo.  Durante il follow-up, i soggetti eleggibili alla vaccinazione hanno mostrato una probabilità significativamente inferiore di ricevere una nuova diagnosi di demenza rispetto ai non eleggibili. In termini assoluti, il rischio si è ridotto di circa 2 punti percentuali, dato rimasto stabile in numerose analisi di sensibilità, condotte variando i modelli statistici, i periodi di osservazione e i criteri di inclusione.

Possibili meccanismi biologici

L’effetto protettivo è apparso più evidente nelle donne, che hanno registrato una riduzione più marcata delle diagnosi rispetto agli uomini; tuttavia, l’interazione tra sesso ed effetto del vaccino non ha raggiunto una significatività statistica formale. Nel complesso, le caratteristiche cliniche di base (comorbidità, farmaci, condizioni cardiovascolari o metaboliche) risultavano sovrapponibili tra i gruppi, suggerendo che i benefici osservati non fossero attribuibili a differenze preesistenti nello stato di salute.

La protezione potrebbe derivare sia dalla riduzione delle riattivazioni del virus varicella-zoster, con conseguente minore neuroinfiammazione e danno vascolare cerebrale, sia da effetti immunomodulatori indotti dal vaccino, capaci di rafforzare la risposta immunitaria sistemica e la resilienza neuro-immune. 

Lo studio presenta alcune limitazioni, tra cui la durata relativamente breve del follow-up e l’impossibilità di valutare direttamente i meccanismi biologici o i cambiamenti del microbiota e dell’infiammazione cerebrale. Saranno pertanto necessari studi randomizzati e osservazioni a più lungo termine per confermare l’entità e la durata del beneficio e chiarire i meccanismi causali coinvolti.

Fonte:

https://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(25)00455-7/fulltext 

TAG: HERPES ZOSTER, DEMENZA, ANZIANO

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