Carenza farmaci
12 Febbraio 2026In un’interrogazione in Commissione Affari sociali il Ministero della Salute riferisce che le carenze effettive riguardano circa 30 referenze realmente mancanti e importate dall’estero

Le carenze effettive di farmaci in Italia “non configurano una crisi sistemica” e riguardano “circa 30 referenze realmente mancanti e importate dall’estero”. È quanto ha affermato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato rispondendo in Commissione Affari sociali della Camera a un’interrogazione sulla disponibilità dei medicinali, con particolare riferimento all’antiepilettico Depakin. Una valutazione contestata dalla deputata Pd Ilenia Malavasi, che nella replica ha definito la risposta “del tutto insoddisfacente” chiedendo misure straordinarie per garantire continuità terapeutica ai pazienti.
Nel corso del question time, Gemmato ha precisato che il numero di oltre 4.000 farmaci indicati come carenti comprende in realtà medicinali per i quali “sul mercato c’è ampia disponibilità di equivalenti e alternative terapeutiche”. Il sottosegretario ha inoltre richiamato il ruolo del Tavolo tecnico delle indisponibilità (Tti), istituito dall’Aifa nel 2015, come strumento di confronto tra istituzioni e filiera per prevenire e gestire le carenze dei medicinali.
Con riferimento specifico al farmaco oggetto dell’interrogazione, Gemmato ha riferito che l’Aifa ha attivato “il monitoraggio costante dell’andamento della disponibilità del prodotto”, oltre al “supporto operativo alle farmacie nell’utilizzo degli ordini urgenti” e a un “dialogo continuo con il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale”.
L’azienda, ha spiegato Gemmato, ha comunicato consegne recenti sia nel canale ospedaliero sia in quello territoriale e la prossima distribuzione di diverse formulazioni. Attualmente risultano disponibili le confezioni di Depakin chrono 500 mg compresse a rilascio prolungato e Depakin 200 mg/ml soluzione orale. I pazienti che passano a formulazioni non strettamente intercambiabili, ha concluso, “sono comunque sottoposti ad attento monitoraggio per tutta la durata del trattamento”.
Per Malavasi la risposta del Governo è “insoddisfacente” per un farmaco “definito essenziale per bambini e ragazzi con epilessia e quadri neurologici complessi”.
“Di fronte a una situazione grave e concreta che sta mettendo in difficoltà pazienti e famiglie in tutta Italia – ha dichiarato – non possiamo accontentarci di una risposta burocratica che minimizza il problema senza indicare soluzioni immediate e strutturali”.
La parlamentare ha sottolineato che la difficoltà di reperimento del medicinale compromette continuità terapeutica e qualità della vita, in particolare nei pazienti fragili con disturbi della deglutizione o alimentati con Peg, chiedendo interventi urgenti: monitoraggio pubblico delle scorte, procedure rapide di importazione, confronto con le aziende e un piano strutturale per prevenire nuove carenze. “La continuità delle cure deve essere una priorità assoluta – ha concluso – le famiglie meritano certezze, non rassicurazioni generiche”.
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