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26 Febbraio 2026Il report Ossif 2025 evidenzia un minimo storico delle rapine in farmacia e una riduzione complessiva dei reati, con furti che restano il fenomeno prevalente. Centrale la collaborazione tra istituzioni e settori economici, tra cui Federfarma, per rafforzare prevenzione e sicurezza

Le rapine in farmacia scendono ai livelli più bassi degli ultimi dieci anni mentre i furti, pur in lieve diminuzione, continuano a rappresentare la quota prevalente dei reati contro il settore. È quanto emerge dal Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria 2025, frutto della collaborazione tra Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Associazione Bancaria Italiana e principali comparti economici, tra cui Federfarma, con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione dei reati predatori e orientare le strategie di prevenzione e contrasto.
Nel 2024 le rapine commesse in Italia sono state 28.709, pari a un incremento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Il dato segna una frenata rispetto alla crescita registrata dopo il 2020, anno in cui, anche per effetto delle restrizioni pandemiche, si era toccato il minimo di circa 20 mila episodi. Nonostante la lieve risalita, il livello resta nettamente inferiore rispetto a dieci anni fa, quando nel 2014 si registravano oltre 39 mila rapine. In aumento anche il tasso per abitanti, passato da 47,6 a 48,7 rapine ogni 100 mila abitanti, comunque lontano dal valore di 65 registrato nel 2014.
Nel 2024 sono state registrate 290 rapine in farmacia, in calo del 19,9% rispetto ai 362 episodi del 2023. Si tratta del valore più basso degli ultimi dieci anni e, rispetto al 2014 quando i casi erano stati 1.078, la riduzione complessiva raggiunge il 73%. In diminuzione anche l’indice di rischio, sceso a 1,4 rapine ogni 100 farmacie, minimo storico rispetto al valore di 5,9 registrato all’inizio del periodo osservato.
Le rapine si concentrano soprattutto in Lombardia, con 105 episodi in aumento rispetto ai 95 del 2023, seguita da Lazio (52), Sicilia (34) e Campania (28). Il calo nazionale ha interessato complessivamente nove regioni, tra cui il Piemonte dove i casi sono scesi da 54 a 16 e la Campania con 18 episodi in meno. L’indice di rischio più elevato si registra in Lombardia (3,3 rapine ogni 100 farmacie), seguita da Lazio (3), Sicilia (2,1) e Campania (1,6).
A livello provinciale Milano resta la più colpita con 78 rapine, nove in più rispetto all’anno precedente, seguita da Roma (49), Palermo (21), Napoli (18) e Torino (12), quest’ultima in forte calo rispetto ai 53 casi del 2023. Milano presenta anche il più alto livello di rischio con 8,7 rapine ogni 100 farmacie, davanti a Palermo (5,3), Pisa (4,7), Roma (4,0) e Monza e Brianza (3,6).
Nel 2024 i furti in farmacia sono stati 1.495, in diminuzione del 5,6% rispetto all’anno precedente, e rappresentano l’84% dei reati complessivi contro le farmacie. Anche l’indice di rischio cala, passando da 7,9 a 7,4 furti ogni 100 farmacie, pur restando su valori relativamente elevati.
La Lombardia si conferma la regione più colpita con 338 episodi, in calo del 19,1% rispetto ai 418 del 2023, seguita dalla Campania con 285 casi in aumento e dal Lazio con 180. Un calo si registra in dieci regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, mentre un incremento interessa altrettanti territori, con la Campania che passa da 229 a 285 furti.
Il livello di rischio più alto si registra in Campania con 16,6 furti ogni 100 farmacie. Valori superiori alla media nazionale si rilevano anche in Lombardia (10,5), Lazio (10,4), Toscana (9) e Umbria (8,2). A livello provinciale Napoli è la più colpita con 204 furti, in aumento del 36%, seguita da Roma (166) e Milano (105). La provincia di Napoli registra anche il rischio più elevato, pari a 24 furti ogni 100 farmacie, davanti a Cremona e Monza e Brianza (19,7). Tra le province sopra la media nazionale figurano anche Roma (13,6), Torino (12,4) e Milano (11,8).
Sul fronte della sicurezza, il Rapporto evidenzia il ruolo delle iniziative di prevenzione e della collaborazione tra istituzioni e settore farmaceutico. In particolare, Federfarma ha rinnovato con il Ministero dell’Interno il Protocollo per i sistemi di videoallarme antirapina collegati in tempo reale con le sale operative di Polizia di Stato e Carabinieri, prevedendo formazione per titolari e personale, protocolli territoriali con le Prefetture, monitoraggio costante dei dati e aggiornamento delle modalità di collegamento tecnologico.
Il quadro normativo si è rafforzato con la legge 113/2020, che introduce pene più severe per violenze e minacce contro gli esercenti le professioni sanitarie, e con il decreto legge 137/2024 che estende l’arresto obbligatorio in flagranza e la flagranza differita ai reati di violenza contro operatori sanitari e ai danni alle strutture sanitarie, riconoscendo la rilevanza della sicurezza per la continuità del servizio pubblico.
Fonte:
https://www.ossif.it/download/9390/?v=1766059427
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