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26 Febbraio 2026

Cefalee, vademecum per il farmacista: al via nelle farmacie il modello pilota di gestione precoce

Presentata la campagna “Il primo sollievo inizia in farmacia”: strumenti operativi per il farmacista, integrazione con medici e Centri Cefalee e 150 farmacie pilota per migliorare diagnosi precoce, uso appropriato dei farmaci e presa in carico dei pazienti

di Redazione Farmacista33


Cefalee, vademecum per il farmacista: al via nelle farmacie il modello pilota di gestione precoce

Un vademecum clinico dedicato alle cefalee, strutturato su un algoritmo decisionale per orientare la consulenza al banco e su criteri chiari per riconoscere i segnali di rischio e individuare i casi da inviare al medico. Si fonda su questi strumenti il progetto “Il primo sollievo inizia in farmacia”, che introduce nelle farmacie un modello operativo per l’identificazione precoce e la gestione delle principali forme di cefalea, dall’emicrania alla cefalea tensiva, rafforzando il ruolo del farmacista nel primo inquadramento del paziente e nell’orientamento verso percorsi di cura appropriati.

L’iniziativa, promossa da Edra con il supporto non condizionante di Angelini Pharma e il patrocinio della Società Italiana di Farmacia Clinica (Sifac) e della Federazione Nazionale Associazioni Giovani Farmacisti (Fenagifar), è stata presentata a Roma nel corso della conferenza stampa di lancio della campagna nazionale.

Nuovo paradigma: la farmacia come primo approdo di cura

Costruita con il supporto di un board scientifico interdisciplinare, l’iniziativa si fonda su una collaborazione tra neurologi, farmacologi e farmacisti che, sotto il coordinamento di Fabrizio Vernieri, professore di Neurologia all’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha lavorato alla stesura del vademecum, alla validazione dell’algoritmo decisionale, alla definizione degli scenari clinici e alla realizzazione dei materiali di supporto per farmacisti e cittadini.

Del board fanno parte Cristina Tassorelli dell’IRCCS Mondino di Pavia, Piero Barbanti dell’IRCCS San Raffaele di Roma, Pierangelo Geppetti dell’Università di Firenze, Sabina Cevoli dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna; Matteo Alberto Baio, farmacista clinico e ricercatore Sifac, responsabile Area Cefalee; e Paolo Levantino, farmacista clinico e giornalista scientifico, segretario della Federazione nazionale associazioni giovani farmacisti (Fenagifar).

La campagna punta a riportare le cefalee al centro dell’attenzione della farmacia di comunità, valorizzandone il ruolo nel percorso di cura. Il progetto riconosce il farmacista come primo punto di contatto per molti pazienti e gli fornisce strumenti concreti per l’identificazione, la gestione e l’orientamento dei casi di cefalea primaria. Al tempo stesso costruisce un collegamento strutturato tra farmacia, medico di medicina generale e Centri Cefalee, integrando formazione, operatività e sensibilizzazione in un modello organizzativo replicabile su scala nazionale.

“Il ruolo del farmacista è fondamentale nell’intercettare le forme che necessitano di attenzione medica, favorendo una diagnosi corretta e una gestione terapeutica ottimizzata” ha sottolineato la professoressa Tassorelli nel suo intervento.

Nonostante l’ampia diffusione, la patologia resta spesso “sottodiagnosticata e trattata in modo non appropriato” e molti pazienti, come sottolineato da Vernieri arrivano tardi alla diagnosi. Altro nodo centrale è l’automedicazione: molti pazienti si rivolgono direttamente al farmacista e, in questo contesto, ha aggiunto l’esperto, il farmacista può “intercettare segnali di rischio, sospetti di cefalea secondaria o situazioni di possibile cronicizzazione”, indirizzando il paziente al medico. 
Il progetto punta proprio a migliorare la gestione della cefalea già dal primo contatto in farmacia, riducendo ritardi diagnostici e uso inappropriato dei farmaci e promuovendo un percorso di cura integrato, perché “la cefalea deve essere riconosciuta e trattata come una patologia curabile, non come un disturbo da gestire occasionalmente”.

Le nuove acquisizioni sui meccanismi dell’emicrania, ha ricordato Geppetti “consentono oggi di spiegare meglio ai pazienti come trattare in modo efficace e sicuro la propria condizione”.

Vademecum per il farmacista: strumento di consulenza in 150 farmacie pilota

Il lavoro del board ha portato alla realizzazione di un documento operativo pensato per la pratica quotidiana in farmacia, costruito secondo criteri di semplicità, efficacia e rigore scientifico. Il vademecum, in fase di finalizzazione, propone un algoritmo decisionale articolato su quattro nodi – storia clinica pregressa, caratteristiche dell’episodio, presenza di red flags e risposta al trattamento – affiancato da schede dedicate alle principali forme di cefalea, dall’emicrania alla cefalea tensiva e a grappolo. Comprende inoltre un modello di counseling personalizzato, che considera intensità, frequenza, comorbidità e trattamenti, i criteri per riconoscere le situazioni critiche da indirizzare al medico, come esordio improvviso, età superiore ai 50 anni, deficit neurologici o uso eccessivo di farmaci, indicazioni per la gestione dell’abuso farmacologico e suggerimenti per promuovere comportamenti e stili di vita più adeguati.

Il progetto coinvolgerà 150 farmacie pilota distribuite sul territorio nazionale, che saranno formate per svolgere attività di pre-screening dei cittadini con mal di testa ricorrente, applicazione dell’algoritmo e counseling strutturato, educazione all’uso appropriato dei farmaci sintomatici e raccolta di dati anonimizzati per valutare l’impatto dell’iniziativa. Le farmacie saranno progressivamente identificate e i farmacisti riceveranno formazione dedicata e strumenti di supporto, nell’ambito di un percorso articolato in due ondate di contatto e aggiornamento con materiali operativi dedicati.

“Il vademecum rappresenta uno strumento concreto per valorizzare il ruolo del farmacista nella gestione della cefalea, trasformando l’esperienza quotidiana al banco in un’opportunità di educazione sanitaria. Non è solo una guida operativa, ma un supporto che aiuta a strutturare il dialogo con il paziente, promuovere un uso appropriato dei farmaci e riconoscere quando è necessario orientare verso il medico o i Centri Cefalee. In questo modo si rafforza la collaborazione interprofessionale e si costruisce una presa in carico più continua e consapevole. Il Vademecum si inserisce pienamente nella direzione indicata dal nuovo D. Lgs. 3 febbraio 2026 n. 17, che riconosce e sviluppa le competenze educative e cliniche del farmacista” ha dichiarato Levantino.



“Iniziative come questa rappresentano un modello virtuoso: la farmacia è uno dei presidi sanitari più accessibili e vicini ai cittadini, un punto di contatto quotidiano con il sistema salute, disponibile senza bisogno di appuntamento. Una collaborazione strutturata tra farmacisti e specialisti può tradursi in benefici concreti per i pazienti affetti da cefalea, garantendo una presa in carico più precoce, appropriata e continuativa. Un approccio condiviso e fondato sulle evidenze scientifiche è fondamentale per il pieno riconoscimento del farmacista come figura clinica, nell’interesse della salute pubblica”, ha dichiarato Baio.



TAG: CEFALEA, FARMACISTI

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